HomeAttualitàIran recluta attivisti anti Israele su Telegram nel Regno Unito

Iran recluta attivisti anti Israele su Telegram nel Regno Unito

Un’inchiesta rivela come presunti agenti iraniani abbiano utilizzato Telegram per reclutare attivisti anti Israele nel Regno Unito, offrendo denaro per proteste, propaganda e attività coordinate

Un’indagine del quotidiano britannico The Times, rilanciata dal Jerusalem Post, ha portato alla luce una presunta operazione riconducibile all’intelligence iraniana per reclutare attivisti anti Israele nel Regno Unito attraverso Telegram. L’obiettivo sarebbe quello di organizzare proteste, diffondere propaganda antisionista e antisemita e creare una rete di collaboratori pagati.Secondo quanto emerso, un giornalista londinese si è infiltrato fingendosi simpatizzante del regime iraniano dopo aver risposto a un annuncio pubblicato su un canale Telegram collegato ai servizi di Teheran. Dopo il contatto iniziale, il reporter sarebbe stato messo in comunicazione con un presunto agente iraniano identificato con il nome di “Mahdy”, associato all’account Telegram “VIPEmployment”, promosso anche dalla televisione di Stato iraniana.

Per oltre due settimane, il presunto reclutatore avrebbe offerto denaro in cambio dell’organizzazione di manifestazioni contro Israele e Stati Uniti a Londra. Al giornalista sarebbe stato inoltre chiesto di coinvolgere amici e conoscenti disposti a partecipare ad attività simili.
Tra i primi incarichi proposti figurava l’affissione di poster anti Israele e contenuti considerati antisemiti in alcune aree centrali della capitale britannica. Tutte le azioni dovevano essere documentate tramite foto e video da inviare direttamente via Telegram. Secondo il reportage, “Mahdy” avrebbe dichiarato di coordinare diversi operativi nel Regno Unito e di mantenere contatti anche con persone presenti in Israele. I materiali inviati includevano slogan e immagini contro Israele, contro i “sionisti estremisti” e contro figure legate al mondo ebraico, accusati di genocidio a Gaza e di responsabilità nella crisi umanitaria iraniana. Alcuni contenuti riprendevano anche campagne grafiche ostili all’ex presidente americano Donald Trump.

Fonti della sicurezza israeliana hanno collegato lo stesso account Telegram a un’inchiesta aperta in Israele contro un cittadino di Holon, accusato di aver collaborato con gli iraniani per fotografare basi militari e reclutare altre persone in cambio di denaro.
Negli ultimi mesi, lo Shin Bet ha smantellato diverse reti di reclutamento online nelle quali giovani cittadini israeliani sarebbero stati adescati con piccoli compensi economici per svolgere attività apparentemente innocue, come realizzare graffiti, fotografare infrastrutture sensibili o effettuare sopralluoghi. Secondo gli investigatori, queste operazioni avrebbero fornito informazioni utili all’intelligence iraniana.

Media internazionali come All Israel News, Iran International e GB News descrivono il fenomeno come una nuova forma di “gig economy dello spionaggio”, capace di unire propaganda politica, antisemitismo digitale e raccolta di informazioni sensibili in un’unica strategia operativa online.

Le autorità britanniche e le unità antiterrorismo stanno ora indagando sul caso. I timori riguardano la possibilità che episodi di vandalismo e propaganda possano rappresentare il primo passo verso operazioni più pericolose sul territorio europeo.

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