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Wed, Jan 7 2026
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Israele si prepara a schierare Iron Beam

Israele si avvicina a un cambiamento storico nella propria capacità difensiva con Iron Beam.

Entro la fine del 2025 l’esercito riceverà Iron Beam, conosciuto ufficialmente come Or Eitan, un sistema di difesa aerea basato su laser ad alta potenza progettato per intercettare razzi, droni e altre minacce a corta distanza. Il progetto, sviluppato da Rafael Advanced Defense Systems insieme al Ministero della Difesa, è stato testato con successo e ha raggiunto la fase finale prima dell’ingresso in servizio.

Iron Beam rappresenta un passo avanti significativo nella protezione del territorio israeliano e si propone come il complemento ideale del sistema multilivello che comprende Iron Dome, David’s Sling e le piattaforme Arrow. Il suo principio di funzionamento è radicalmente diverso dai sistemi tradizionali: utilizza un fascio laser concentrato per neutralizzare bersagli in volo, abbattendoli grazie al calore generato. L’energia diretta offre un vantaggio fondamentale, poiché agisce quasi alla velocità della luce e permette di reagire immediatamente alle minacce in arrivo.

Il laser impiegato nelle prime versioni ha una potenza intorno ai 100 kilowatt e può colpire obiettivi entro una distanza stimata tra i sette e i dieci chilometri. La precisione è garantita da sensori avanzati e sistemi di puntamento che tracciano automaticamente il bersaglio e lo mantengono nel raggio d’azione fino alla sua distruzione. In condizioni ottimali il tempo necessario per neutralizzare un razzo o un drone è di pochi secondi.
Uno degli aspetti più innovativi è il costo per intercettazione. Un singolo missile lanciato da Iron Dome può costare decine di migliaia di dollari, mentre un colpo laser richiede soltanto energia elettrica. Questo rende Iron Beam particolarmente efficace in scenari caratterizzati da attacchi massicci e prolungati, nei quali l’uso di intercettori tradizionali risulterebbe economicamente insostenibile. Inoltre, non producendo detriti o esplosioni secondarie, riduce al minimo i rischi di danni collaterali.

Il sistema non è però privo di limiti. La tecnologia laser risente delle condizioni atmosferiche: pioggia, nebbia, polvere o nuvole molto dense possono attenuare la potenza del raggio e ridurre l’efficacia dell’intercettazione. Esiste anche la sfida operativa del cosiddetto tempo di permanenza, ossia la necessità di mantenere il laser fisso sul bersaglio per alcuni secondi, che potrebbe complicare la gestione di attacchi multipli simultanei. Nonostante ciò, l’integrazione di Iron Beam nel quadro difensivo nazionale è considerata un punto di svolta.

L’arrivo del sistema ha anche un forte valore strategico. Israele è da anni pioniere nel campo delle tecnologie militari e Iron Beam conferma questa leadership internazionale. Il suo impiego rafforzerà la sicurezza delle città di confine, dei centri abitati e delle basi militari, soprattutto contro minacce a corto raggio spesso utilizzate da gruppi armati come Hamas, Hezbollah o milizie regionali sostenute da attori ostili.

Con l’entrata in servizio operativa prevista entro la fine del prossimo anno, Iron Beam promette di inaugurare una nuova era nella difesa aerea israeliana. Se le prestazioni osservate nei test verranno replicate sul campo, questa tecnologia potrebbe trasformarsi in un modello globale per le future difese basate su energia diretta. Israele non sta semplicemente aggiornando le proprie capacità militari, ma sta ridefinendo il modo in cui una nazione può proteggere il proprio spazio aereo nel ventunesimo secolo.

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