Possibile stop alla cooperazione di sicurezza se Londra riconosce la Palestina
Secondo quanto riportato dal Times, Israele sta seriamente valutando una misura drastica: interrompere la cooperazione in materia di sicurezza e intelligence con il Regno Unito, qualora il primo ministro britannico Keir Starmer dovesse procedere, già il mese prossimo, con il riconoscimento ufficiale di uno Stato palestinese.
Fonti diplomatiche a Gerusalemme hanno confermato che la questione è sul tavolo e viene considerata con la massima attenzione. L’avvertimento, chiaro e diretto, è stato affidato a un alto funzionario israeliano citato dal quotidiano britannico:
“Londra deve fare attenzione. Anche Netanyahu e i suoi ministri hanno carte da giocare. La cooperazione con la Gran Bretagna è importante per noi, ma dopo le ultime mosse, Israele ha diversi modi per reagire.”
L’ipotesi di riconoscere unilateralmente uno Stato palestinese – in un momento in cui Hamas ancora trattiene ostaggi israeliani a Gaza e in cui il terrorismo palestinese continua a colpire civili – è percepita a Gerusalemme come un segnale profondamente ostile, che rischia di minare la fiducia tra i due Paesi.
Rapporti di sicurezza a rischio
Israele e Londra collaborano da anni in vari ambiti di intelligence, difesa e lotta al terrorismo. Questa cooperazione ha prodotto risultati concreti, inclusi scambi di informazioni vitali per prevenire attacchi e smantellare reti terroristiche.
Proprio questa settimana è trapelata la notizia che l’aeronautica militare britannica sta partecipando agli sforzi internazionali per localizzare e salvare gli ostaggi israeliani ancora prigionieri nella Striscia di Gaza. Un eventuale congelamento della cooperazione metterebbe a rischio operazioni di questo tipo, con conseguenze sia per la sicurezza israeliana che per quella britannica.
Perché Israele reagisce così duramente?
Per Gerusalemme, il riconoscimento di uno Stato palestinese nelle condizioni attuali equivale a legittimare un’entità frammentata, in parte controllata da Hamas – un’organizzazione terroristica che rifiuta apertamente l’esistenza stessa di Israele.
Non si tratterebbe quindi di un passo verso la pace, ma di una mossa che, secondo Israele, premierebbe la violenza e incoraggerebbe ulteriori attacchi.
Londra sottovaluta la reazione?
Nel Regno Unito, fonti governative citate dalla stampa locale ritengono che Israele non arriverà davvero a interrompere i rapporti di sicurezza, considerandoli troppo preziosi per entrambe le parti. Tuttavia, i segnali provenienti da Gerusalemme lasciano intendere che il governo israeliano è pronto a dimostrare il contrario, se necessario.
Il messaggio è chiaro: Israele non intende restare a guardare di fronte a decisioni che considera una minaccia diretta alla propria sicurezza e alla legittimità del proprio

