HomeAttualitàVarallo: "Vai via, Israele": proiettile e minacce al sindaco

Varallo: “Vai via, Israele”: proiettile e minacce al sindaco

Varallo: “Questo è l’unico avviso prima di sparare”: odio antisemita contro un’intera comunità israeliana in Valsesia

Una busta gialla, un proiettile calibro .40 Smith & Wesson e sedici righe di puro odio. È quanto è arrivato giovedì scorso per posta ordinaria al Comune di Varallo, in provincia di Vercelli, indirizzato al sindaco Pietro Bondetti. Il destinatario reale, però, è un’intera comunità: le circa 70 famiglie israeliane che negli ultimi anni hanno scelto la Valsesia come nuova casa, lontano dalle guerre e dalla pressione politica del Medio Oriente.

La lettera, sgrammaticata e firmata da un sedicente “Movimento Anti Sionista”, si apre con la frase “Fuck Israel” e accusa il sindaco e altri amministratori locali di favorire “l’insediamento di colonie nazi-sioniste”. Il tono si fa sempre più minaccioso: “Non permetteremo il trasferimento di altre famiglie di macellai”. E la chiusura, che richiama inquietantemente il linguaggio del terrorismo politico italiano degli anni di piombo: “Questo è l’unico avviso prima di cominciare a sparare”.

Il Progetto Baita, un modello di integrazione preso di mira

Nel mirino degli estremisti c’è il Progetto Baita, l’iniziativa lanciata nel 2023 da Ugo Luzzatti, italiano di Genova, vissuto per anni in Israele, per favorire il recupero dei borghi alpini abbandonati attraverso l’arrivo di nuove famiglie. Un progetto che ha permesso a decine di nuclei familiari israeliani di acquistare e ristrutturare case vuote, riportando vita e bambini nelle scuole di una valle colpita da spopolamento.

“In tutti questi anni non ho mai ricevuto minacce”, ha raccontato Luzzatti, definendo la lettera “disturbante e assurda nei suoi contenuti”, anche perché per israeliani sionisti lasciare Israele sarebbe persino visto come un tradimento, non certo una “conquista” di territorio altrui. Le famiglie, ha spiegato, cercano semplicemente “un luogo dove vivere senza tensione, senza pressione politica e senza le guerre sanguinose del Medio Oriente”. La maggior parte, ha aggiunto, “nemmeno è religiosa”.

Il sindaco: “Mai un problema, anzi hanno fatto rivivere il territorio”

Pietro Bondetti ha respinto con fermezza le accuse contenute nella missiva: “Questa gente non ha mai creato problemi, almeno da noi qui a Varallo e in Valsesia. Anzi, aiutano a recuperare fabbricati abbandonati in tante frazioni del territorio. I loro figli frequentano le nostre scuole e personalmente non ho mai notato alcuna tensione”. Il primo cittadino ha sporto denuncia ai carabinieri, e la Procura di Vercelli ha aperto un fascicolo contro ignoti, ora seguito anche dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, trattandosi di minacce a un amministratore pubblico.

Il caso ha scosso le istituzioni italiane. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato personalmente a Bondetti per esprimergli vicinanza e condannare la minaccia. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Mattarella ha sottolineato come “per gli israeliani che hanno scelto di cercare un nuovo inizio lontano dalle guerre e dal terrore, nessuno avrebbe immaginato che l’odio contro Israele, riacceso dalla guerra a Gaza, potesse arrivare fino qui”.

Anche l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, è intervenuto con un messaggio pubblico: “Esprimo la mia ferma condanna per quanto accaduto a Varallo, dove una lettera minatoria contenente dei proiettili è stata recapitata al Municipio. Auspico che i responsabili vengano quanto prima assicurati alla giustizia, a tutela della sicurezza di tutta la cittadinanza locale”.

Come ricorda Il Giornale, la sigla “Movimento Anti Sionista” non è nuova: dal riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente, gruppi simili, spesso alla saldatura tra militanza filopalestinese e frange estreme della sinistra extraparlamentare, si sono resi protagonisti di altre azioni intimidatorie, mai però con una violenza paragonabile a questa. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante: negli ultimi due anni l’Italia ha registrato un aumento allarmante di incidenti antisemiti e anti-israeliani, alcuni sfociati in violenza fisica e verbale. La comunità ebraica italiana denuncia oggi un livello di insicurezza senza precedenti, in un clima dove l’odio contro Israele trova sempre più spazio nei media, nella cultura e nella politica.

Quello che doveva essere un modello positivo di rinascita per i borghi alpini italiani, famiglie che ristrutturano case abbandonate, bambini che riportano vita nelle scuole di montagna, è diventato bersaglio di un odio che non distingue tra politica e persone, tra Israele e israeliani che hanno semplicemente scelto l’Italia come casa

ARTICOLI CORRELATI - ISRAELE 360

I PIU' CLICCATI DI ISRAELE 360

ARCHIVIO ARTICOLI - ISRAELE 360