In un’operazione che segna uno dei più importanti movimenti nel settore della sicurezza informatica globale, ServiceNow, società specializzata in soluzioni cloud enterprise, ha annunciato l’acquisizione della startup israeliana Armis per 7,75 miliardi di dollari in contanti.
Questa transazione rappresenta una delle acquisizioni più significative dell’anno nel mondo tech, rafforzando la posizione di ServiceNow nel mercato della cybersecurity e ampliando enormemente la portata delle sue soluzioni di tutela digitale.
Fondata nel 2015 dai tecnologi israeliani Yevgeny Dibrov e Nadir Izrael, Armis si è fatta conoscere come una piattaforma avanzata di sicurezza in grado di fornire visibilità e protezione in tempo reale su qualsiasi asset connesso a una rete, compresi dispositivi IoT e infrastrutture critiche. La tecnologia sviluppata da Armis permette alle organizzazioni di monitorare e proteggere ambienti complessi, dai sistemi locali alle applicazioni cloud, offrendo una copertura che va oltre le tradizionali soluzioni di difesa informatica.
Nei mesi precedenti all’acquisizione, Armis aveva già attirato l’attenzione del mercato con un importante round di finanziamento da 435 milioni di dollari, che aveva portato la valutazione della società fino a 6,1 miliardi. Questo livello di supporto finanziario, guidato da importanti attori come Growth Equity presso Goldman Sachs Alternatives e CapitalG, riflette l’interesse strategico per tecnologie in grado di affrontare le minacce emergenti in un’era in cui la digitalizzazione spinta e l’adozione dell’intelligenza artificiale hanno ampliato la superficie di attacco potenziale delle aziende.
La crescente sofisticazione delle minacce informatiche impone un approccio sempre più proattivo alla sicurezza digitale. Secondo gli esperti di ServiceNow, la combinazione delle capacità di sicurezza di Armis con la loro piattaforma basata su cloud consentirà di creare un “scudo” di difesa multilivello in grado di proteggere asset, dati e processi critici delle organizzazioni. Questa nuova intesa punta a fornire una copertura olistica, capace di operare con strumenti intelligenti e automatizzati in un contesto dove gli attacchi possono colpire inaspettatamente infrastrutture, dispositivi e reti.
Dal punto di vista operativo, l’integrazione mira a triplicare l’opportunità di mercato di ServiceNow nei segmenti dedicati alla sicurezza e alla gestione del rischio. L’obiettivo dichiarato è creare una cybersecurity autonoma e proattiva, capace non solo di reagire agli incidenti ma di prevederli e mitigare i rischi prima che questi si traducano in danni concreti per le aziende.
I fondatori di Armis hanno commentato che la visione comune con ServiceNow ruota attorno alla necessità di affrontare rischi complessi in un mondo sempre più connesso. In particolare, la loro tecnologia è progettata per offrire piena visibilità su tutti gli endpoint, incluse le tecnologie operative e i dispositivi IoT, che spesso rappresentano i punti più vulnerabili nelle infrastrutture aziendali e industriali.
Armis ha anche dimostrato una crescita significativa nei ricavi ricorrenti annuali, superando i 300 milioni di dollari, con un aumento di circa 100 milioni in meno di un anno. Questo trend di crescita ha consolidato la percezione di Armis come un attore chiave nella protezione di asset digitali complessi e ha reso la startup un target attraente per un partner globale come ServiceNow, interessato ad accelerare il proprio sviluppo nel dominio della sicurezza digitale.
L’acquisizione è prevista essere completata nella seconda metà del 2026, soggetta alle consuete approvazioni regolamentari. Una volta finalizzata, la combinazione delle competenze di ServiceNow e Armis potrebbe ridefinire il panorama competitivo nella sicurezza IT, offrendo ai clienti una gamma più ampia di strumenti integrati per affrontare minacce sofisticate, vulnerabilità zero-day e attacchi sempre più evoluti.
In un’epoca in cui organizzazioni di ogni dimensione sono costantemente esposte a rischi digitali, dall’industria finanziaria alle infrastrutture critiche, questa acquisizione rappresenta un passo deciso verso una difesa cibernetica più intelligente, automatizzata e preventiva. Per Israele, la vendita di Armis conferma ancora una volta la capacità dell’ecosistema tech nazionale di produrre tecnologie all’avanguardia con impatto globale, consolidando il ruolo del Paese come hub di innovazione strategica nel campo della cybersicurezza.
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