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Wed, Jan 7 2026
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Ospedali sotto attacco

Ospedali sotto attacco: il Ministero della Salute ordina dimissioni immediate per prepararsi all’emergenza

Il Ministero della Salute israeliano ha emesso un ordine urgente a tutti gli ospedali del Paese: ridurre al minimo il numero di pazienti ricoverati e prepararsi a evacuazioni immediate. La direttiva arriva dopo l’attacco missilistico iraniano che ha colpito gravemente il Soroka Medical Center, l’unico ospedale di riferimento nel sud di Israele.

In una lettera inviata dal vicedirettore generale del Ministero, Dr. Sefi Mandelovich, ai direttori di ospedali e fondi sanitari, si ordina l’adozione di misure drastiche. Tra queste, una delle più controverse: dimettere le madri 12 ore dopo il parto naturale, invece delle consuete 36 ore, e 12 ore dopo il taglio cesareo, rispetto alle attuali 48 ore. Gli ospedali devono inoltre assicurarsi che i servizi ambulatoriali possano essere trasferiti rapidamente in aree protette, secondo i tempi standard di allerta in caso di attacco missilistico. Si richiede di esercitarsi in queste procedure e potenziare i programmi di ospedalizzazione domiciliare, affidandoli a team medici ospedalieri.

Vengono richiesti aggiornamenti ai protocolli interni per eventi con numerosi feriti, incluse procedure di evacuazione d’emergenza in caso di reparti colpiti da missili. Particolare attenzione è rivolta anche alla gestione di materiali pericolosi e alla preparazione per eventuali perdite di materiale radioattivo. I responsabili della sicurezza radiologica dovranno rivedere i protocolli per fuoriuscite radioattive e attivare sistemi di decontaminazione esterni.

Dall’inizio dell’Operazione “Rising Lion”, 2.345 persone sono state curate negli ospedali israeliani. Solo oggi, 271 nuovi pazienti sono stati ricoverati: 4 in condizioni gravi, 16 moderati, 220 con ferite lievi, 24 con sintomi da ansia e 7 ancora in valutazione. Il Soroka, epicentro dell’attacco, ha trattato 71 feriti lievi e un caso di ansia post-traumatica. Il Ministero invita la popolazione a evitare visite ospedaliere non necessarie e a limitare il numero di accompagnatori, per non sovraffollare i rifugi degli ospedali.

Nel frattempo, la macchina dei soccorsi sanitari resta in allerta massima, con il Ministero della Salute che continua a coordinare l’emergenza su tutto il territorio nazionale.

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