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Delrio, antisemitismo, il PD si spacca sul disegno di legge

A fine novembre 2025 il senatore del PD Graziano Delrio ha presentato un disegno di legge per rafforzare la strategia nazionale contro l’antisemitismo, con l’obiettivo di potenziare gli strumenti già esistenti e intervenire in modo più efficace nei contesti scolastici, universitari e soprattutto sul web.

Delrio ha definito l’antisemitismo un «cancro, un seme di male che non va sottovalutato» e ha insistito sulla necessità di nuove regole e una vigilanza più rigorosa online. Il testo richiama la definizione di antisemitismo adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, già riconosciuta a livello europeo e italiano, per distinguere con chiarezza tra critica legittima e discorsi d’odio. La definizione non assume valore giuridicamente vincolante, ma funge da quadro di riferimento condiviso. La legge delega inoltre il Governo ad adottare entro sei mesi nuovi provvedimenti per il digitale, recependo il Digital Services Act e imponendo alle piattaforme obblighi specifici: una categoria dedicata alle segnalazioni di antisemitismo, l’inserimento della definizione IHRA per gli utenti e la rimozione dei contenuti segnalati entro 48 ore. L’AGCOM avrà compiti di controllo, intervento e sanzione per evitare che l’ambiente online diventi una zona priva di regole.
Sul piano educativo, il ddl rafforza la libertà di ricerca e di insegnamento, introduce figure di monitoraggio negli atenei e richiede alle scuole di comunicare annualmente le iniziative di prevenzione dell’antisemitismo al Ministero dell’Istruzione, senza nuovi oneri per lo Stato grazie alla clausola di invarianza finanziaria. Le motivazioni politiche alla base del testo fanno riferimento all’aumento degli episodi antisemiti registrato negli ultimi anni e alla crescente difficoltà per molti cittadini ebrei di esprimere pubblicamente la propria identità religiosa, un segnale ritenuto preoccupante per la salute della democrazia. Tuttavia, il disegno di legge ha generato divisioni all’interno del Partito Democratico: il capogruppo al Senato Francesco Boccia ha chiarito che la proposta è stata presentata «a titolo personale» e non rappresenta la linea ufficiale del gruppo, mentre altri esponenti, come Arturo Scotto e figure vicine alla segreteria, hanno espresso perplessità sulla tempistica e su possibili ripercussioni sulla libertà di espressione. Nonostante ciò, il ddl è stato sottoscritto da vari senatori democratici e assegnato alla Commissione Affari costituzionali. Delrio sostiene che l’iniziativa abbia un carattere trasversale e che miri a rafforzare gli strumenti esistenti contro l’odio antiebraico, con l’obiettivo di prevenire fenomeni che possano minare la convivenza civile e proteggere la qualità democratica del Paese. La proposta intende creare anticorpi più solidi contro l’antisemitismo e, più in generale, contro tutte le forme di discriminazione, affinché l’Italia resti un Paese rispettoso della diversità e della libertà.

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