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L’ultimo sorriso di Amit

Questa è l’ultima immagine di Amit Man ז״ל, ventidue anni appena. Un volto giovane, stanco ma luminoso, che il 7 ottobre ha trovato la forza di regalare alla sua famiglia un sorriso. Ma dietro quel sorriso, negli occhi segnati dal dolore e dalla paura, c’era tutta la tragedia che stava vivendo.

Mentre il massacro infuriava a Beri, Amit si trovava in una piccola clinica dentistica. Non era un rifugio sicuro, ma un luogo di lotta, di resistenza, di speranza. Con guanti sulle mani e strumenti medici sparsi sul pavimento, trasformò quella stanza in un avamposto di vita. Curava ferite, tamponava il sangue, incoraggiava i feriti. Ogni gesto, ogni carezza, ogni parola era un atto di amore e coraggio.

Ya’ir Avital, della squadra di emergenza locale, ricorda che fu proprio Amit a salvargli la vita. Racconta di come, nei momenti più bui, lei fosse luce. Una luce fragile ma instancabile, che non smetteva di brillare anche quando intorno regnava il caos e la morte.

Per ore i terroristi tentarono di irrompere nella clinica. All’interno, Amit continuava a combattere, non con le armi, ma con le mani, con il cuore. Finché le munizioni dei difensori finirono e il buio riuscì a entrare. Quel giorno Amit cadde, giovane, coraggiosa, una gigante silenziosa che aveva dato tutto ciò che aveva: sé stessa.

La sua storia non è solo quella di una vittima. È quella di un’eroina che, a soli ventidue anni, ha dimostrato cosa significhi amare il proprio popolo fino in fondo. È il ricordo di un sorriso che nascondeva lacrime, ma che rimane inciso per sempre nella memoria di chi l’ha amata e di chi oggi, guardando questa foto, sente il cuore spezzarsi. Ricordare Amit significa promettere di essere degni del suo sacrificio. Significa non dimenticare che nel giorno più buio della nostra storia recente, una giovane donna, fragile e forte insieme, scelse di essere luce.

Amit Man ז״ל resterà per sempre un simbolo di coraggio e di amore.

Che il suo ricordo sia benedetto.

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