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Israele sfida la metastasi: la tecnologia che vuole riscrivere la fine del cancro

Immaginare un futuro in cui una diagnosi di cancro metastatico non sia più una condanna, ma una condizione gestibile, è la missione di una giovane startup in Israele: New Phase. Nata a Petah Tikva, l’azienda sta sviluppando una tecnologia in grado di fermare la diffusione del cancro in fase metastatica, responsabile di oltre il 90% dei decessi oncologici nel mondo.

L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: le cellule tumorali muoiono a una temperatura più bassa rispetto a quelle sane. New Phase ha progettato nanoparticelle magnetiche che, una volta iniettate nel sangue, si concentrano naturalmente nei tumori. Quando vengono esposte a un campo magnetico creato da una macchina simile a una risonanza, le particelle si riscaldano fino a circa 50 °C — temperatura sufficiente a distruggere le cellule malate, ma non i tessuti sani.
La procedura è minimamente invasiva, dura mezz’ora e permette al paziente di tornare a casa subito dopo.
I primi test clinici al Beilinson Hospital mostrano risultati promettenti: nessun effetto collaterale e stabilità della malattia in circa la metà dei pazienti trattati.
Classificata dalla FDA come “dispositivo medico” e non come farmaco, la tecnologia potrebbe raggiungere il mercato in tempi più brevi, riducendo drasticamente i costi e accelerando l’accesso ai pazienti. Il CEO e cofondatore Ofer Shalev spiega: «Il nostro obiettivo non è promettere miracoli, ma trasformare il cancro in una malattia cronica e gestibile. Vogliamo regalare anni di vita in più, non mesi».
In un contesto globale in cui il mercato dei trattamenti oncologici supera i 240 miliardi di dollari, Israele continua a dimostrare come innovazione e compassione possano camminare insieme, anche di fronte alle sfide più difficili.

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