Israele pronto a brillare a Milano Cortina 2026: tra sci, bob e pattini sulla neve
Per molti israeliani, le spiagge assolate di Tel Aviv sembrano lontanissime rispetto alle piste gelate dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. Tuttavia, una delegazione di atleti proveniente da Israele si sta preparando per affrontare questa sfida unica con orgoglio e determinazione, nonostante un clima sportivo che non favorisce tradizionalmente discipline invernali.
Israele invierà nove atleti olimpici e un atleta paralimpico ai Giochi che si svolgeranno tra Milano e Cortina d’Ampezzo, un’impresa significativa per una nazione con poca tradizione sulla neve e sul ghiaccio. Obiettivo principale della squadra è quello di rappresentare il proprio paese con dignità, alzare la bandiera israeliana e cercare di stabilire nuovi record personali, più che puntare direttamente alle medaglie, pur sapendo che la storia non ha ancora visto medaglie olimpiche israeliane alle competizioni invernali.
La presidente del Comitato Olimpico di Israele, Yael Arad, ha sottolineato in conferenza stampa che questa partecipazione rappresenta un motivo di grande orgoglio: “Siamo tra le circa 90 nazioni presenti e siamo fieri di portare la nostra bandiera in ogni competizione internazionale”. Arad ha ricordato come Israele non sia un paese abituato alle competizioni invernali, ma ha espresso fiducia nel fatto che gli atleti daranno il massimo nel corso delle gare.
Come già accaduto per le Olimpiadi estive di Parigi 2024, anche in Italia si attende qualche protesta contro la partecipazione israeliana alla manifestazione, soprattutto nelle città di Milano e Cortina d’Ampezzo. Durante il rito della fiaccola olimpica a Venezia a dicembre, la polizia italiana aveva già dovuto bloccare gruppi di attivisti che cercavano di disturbare l’evento, dimostrando come la tensione internazionale possa avere riflessi anche nel mondo dello sport.
Gli atleti israeliani in gara
La squadra israeliana di Milano Cortina 2026 è composita e varia, diversa per discipline e background, ma unita dalla stessa voglia di dare il massimo. Tra gli atleti spicca Mariia Seniuk, una giovane pattinatrice di 20 anni che farà il suo debutto olimpico nella danza su ghiaccio. Nata a Mosca e trasferitasi in Israele da bambina, Seniuk si è allenata a livello internazionale per competere al massimo livello nelle competizioni europee e Mondiali.
Un altro nome importante è quello del team di bob, una disciplina storicamente inedita per lo sport israeliano. Questi atleti affrontano percorsi a grande velocità su slitte pesanti, e la squadra comprende membri provenienti da sport diversi, una dimostrazione della versatilità e della determinazione di questi competitori.
Altri atleti includono gli scialpinisti Noa e Barnabás Szőllős, fratelli che hanno già rappresentato Israele in competizioni internazionali e che portano esperienza al gruppo; Dr. Attila Mihály Kertész, primo sciatore di fondo israeliano alle Olimpiadi, con un percorso personale che riflette lunghe fasi di preparazione e grandi sacrifici; e Jared Firestone, che gareggerà nello skeleton, una disciplina che richiede grande audacia e preparazione fisica.
La presenza di questi atleti in gergo sportivo si colloca più sul piano simbolico e di crescita culturale che su quello statistico delle medaglie, ma l’importanza di sostenere e motivare una delegazione così diversificata non può essere sottovalutata. La qualificazione a Milano Cortina 2026 segna un passo in avanti significativo nella storia sportiva di Israele, che continua a espandere il proprio raggio di partecipazione oltre il tradizionale dominio nello sport estivo.
Da Tel Aviv alle piste italiane
La stagione invernale diventa così per Israele non solo un momento di competizione sportiva, ma anche di forte impatto mediatico e culturale. Per una nazione baciata dal sole e priva di grandi catene montuose innevate, la presenza in discipline come sci, pattinaggio e bob rappresenta un risultato quasi controintuitivo, ma estremamente significativo.
Durante i Giochi, gli atleti israeliani affronteranno condizioni climatiche estreme e avversari con anni di esperienza nello sport invernale, ma il senso di appartenenza e la determinazione di rappresentare Israele con onore saranno elementi chiave del loro spirito di gara. Questa partecipazione testimonia che lo sport può essere ponte di unità e identità nazionale, anche laddove condizioni geografiche e climatiche non favoriscono tradizionalmente la preparazione costante.
In conclusione, mentre Milano Cortina 2026 prende il via e le piste italiane si riempiono di atleti da tutto il mondo, la delegazione israeliana si prepara a lasciare il segno, non necessariamente nei tabellini delle medaglie ma nei cuori di chi segue uno sport emblematico di impegno, resilienza e orgoglio nazionale.

