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Missili su Israele: muoiono 6 persone a Bat Yam, tra cui due bambini.

Un attacco missilistico di matrice iraniana ha colpito duramente Israele tra sabato notte e domenica mattina, provocando morte e distruzione in diverse città del centro e nord del Paese. A Bat Yam, la città costiera a sud di Tel Aviv, un missile balistico ha colpito un edificio residenziale causando la morte di sei persone, tra cui una bambina di 8 anni e un ragazzo di 10, e oltre 100 feriti.

Tre persone risultano ancora disperse.

L’attacco è avvenuto intorno alle 2:30 del mattino, quando le sirene hanno risuonato in gran parte del centro di Israele, inclusa Tel Aviv, Ashdod e Gerusalemme. A Bat Yam l’impatto è stato devastante: 61 edifici sono stati danneggiati, di cui sei completamente distrutti, secondo quanto riferito dal sindaco Tzvika Brot. Squadre di soccorso della Brigata di Ricerca e Soccorso del Comando del Fronte Interno dell’IDF hanno lavorato per tutta la notte e la mattina successiva per cercare dispersi tra le macerie. I racconti dei sopravvissuti parlano di momenti di puro terrore.

Ribat Vaknin ha raccontato che suo padre è disperso: “Mio fratello è corso a prenderlo per portarlo nel rifugio, ma poi c’è stata l’esplosione. L’onda d’urto è stata pazzesca. Mio fratello è rimasto ferito, anche il nostro cane. Ora stanno cercando mio padre”. Un’altra residente, una donna identificata con l’iniziale “Gimel”, ha raccontato a Ynet di essere stata sepolta sotto il soffitto crollato del suo appartamento: “Ho pensato che sarei morta lì sotto. Quando sono riuscita ad arrivare al rifugio, era chiuso. Ho visto una vicina piena di sangue. È stato come essere sepolti vivi”.

Rehovot e Ramat Gan: altri feriti, anche un neonato

Non solo Bat Yam: anche Rehovot è stata colpita duramente. Almeno 42 persone sono rimaste ferite, tra cui una madre e il suo bambino di un anno e mezzo. I soccorritori hanno parlato di ferite da taglio, fratture e gravi stati di shock. “Molti edifici in questa zona non hanno rifugi antiaerei, perché sono vecchi. Le persone si sono sdraiate per terra, davanti al mercato municipale, aspettando di essere salvate”, ha detto Golan Levy, medico del servizio United Hatzalah. Un edificio del prestigioso Istituto Weizmann per la Scienza ha subito danni e, secondo il New York Times, almeno un laboratorio ha preso fuoco. Il generale Rafi Milo, capo del Comando del Fronte Interno dell’IDF, ha dichiarato: “Questa tragedia è un promemoria dell’importanza vitale di seguire le direttive del Comando del Fronte Interno. Ci attendono giorni difficili, ma abbiamo la forza e lo spirito per affrontarli insieme.”

Tamra: colpita una casa, muoiono madre e due figlie

Un altro attacco devastante ha avuto luogo nella città araba israeliana di Tamra, a est di Haifa. Un missile ha centrato una casa a due piani uccidendo quattro donne: Manar Khatib, le sue figlie Hala (20 anni) e Shada (13 anni), e un’altra parente con lo stesso nome. I residenti di Tamra hanno a lungo denunciato la mancanza di rifugi adeguati, con molte abitazioni prive di stanze sicure, nonostante le normative che dal 1990 impongono la loro costruzione. Tuttavia, l’applicazione della legge è spesso debole nelle aree periferiche.

Un video circolato sui social ha mostrato una famiglia festeggiare mentre i missili cadevano su Tamra. Il filmato ha suscitato condanna unanime da parte di politici di ogni schieramento, definito “disgustoso” e “disumanizzante”. Anche video opposti, con cittadini arabi che esultavano per i razzi verso città ebraiche, sono stati segnalati.

Questi attacchi arrivano a seguito di un’operazione militare israeliana lanciata nelle prime ore di venerdì contro obiettivi strategici iraniani, tra cui siti nucleari e basi missilistiche. Secondo le autorità israeliane, l’azione era necessaria poiché l’Iran sarebbe stato vicino al “punto di non ritorno” nella costruzione dell’arma nucleare.

L’operazione israeliana, ancora in corso, ha lo scopo dichiarato di eliminare la minaccia nucleare iraniana. Intanto, l’Iran ha risposto con tre ondate di missili tra venerdì e sabato, colpendo anche Ramat Gan e Rishon LeZion, dove sono morte tre persone. Il totale delle vittime dei raid missilistici iraniani ammonta ad almeno 13 morti, oltre 200 feriti e decine di edifici danneggiati o distrutti. La popolazione israeliana resta in stato di massima allerta.

L’IDF ha invitato la popolazione a non pubblicare immagini o indicazioni geografiche sugli impatti: “Il nemico monitora i contenuti sui social per migliorare la precisione dei propri attacchi”.

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