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Israele 2025: come Gerusalemme e Mar Morto conquistano 1,3M turisti

Nel 2025, il turismo in Israele ha registrato una ripresa vigorosa, con circa 1,3 milioni di visitatori internazionali che hanno sfidato le ombre residue del conflitto per riscoprire la bellissima terra d’Israele.

Questo balzo del 30% rispetto al 2024 segna un ritorno alla normalità, trainato da pellegrinaggi religiosi, viaggi di solidarietà e un rinnovato appeal balneare, anche se i numeri restano lontani dai picchi pre-crisi del 2019. Nei primi nove mesi dell’anno, i pernottamenti in hotel da parte di stranieri sono schizzati del 40%, passando da 1,5 a 2,1 milioni di notti, con il Ministero del Turismo che prevede un potenziale di 3 milioni di arrivi potenziali grazie a voli in aumento e avvisi di viaggio allentati.​

Israele
Una tipica costruzione Bauhaus

Gerusalemme si conferma la regina indiscussa delle destinazioni, attirando folle di fedeli cristiani, ebrei e musulmani verso la Città Vecchia, il Muro Occidentale e le chiese millenarie, fulcro di un turismo spirituale che non conosce stagioni. A pochi chilometri di distanza, Tel Aviv-Jaffa emerge come polo vibrante per i vacanzieri laici: le spiagge del Mediterraneo, la vita notturna effervescente e il quartiere Bauhaus UNESCO, noto come White City, mescolano modernità e storia antica del porto di Jaffa, conquistando soprattutto i giovani europei e nordamericani. Più a sud, il Mar Morto e l’oasi di Ein Gedi incantano con i loro fanghi terapeutici, spa di lusso e trekking nel deserto, mentre la Galilea, con Nazareth, Tiberiade e il Lago di Tiberiade, accoglie i cristiani in cerca di radici bibliche tra colline verdi e acque tranquille.​

Non da meno, Eilat sul Mar Rosso brilla come paradiso per sub e amanti del relax, con resort all’avanguardia, escursioni desertiche e collegamenti aerei stagionali che ne fanno una porta sul deserto rosso. Haifa, infine, offre un’alternativa serena con i Giardini Bahá’í sul Monte Carmelo, panorami mozzafiato e un porto intriso di multiculturalismo, ideale per chi cerca ritmi meno frenetici. Gli Stati Uniti dominano la classifica dei mercati con 400.000 arrivi, seguiti da Francia (159.000) e Regno Unito (95.000), mentre gruppi organizzati, da delegazioni solidali a tour corporate, guidano la crescita rispetto al turismo individuale, ancora frenato da percezioni di rischio.​

Le autorità israeliane guardano al 2026 con ottimismo, puntando su campagne promozionali nei mercati chiave, incentivi per operatori esteri e un branding che enfatizza sicurezza e unicità: un mix irresistibile di eredità religiosa, innovazione urbana e paesaggi estremi. Se i trend persistono, il settore potrebbe avvicinare i record storici entro due o tre anni, con Gerusalemme, Tel Aviv, Mar Morto ed Eilat in prima linea per un turismo multi-sfaccettato ad alto valore aggiunto.

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