Israele è oggi il terzo paese più bersagliato al mondo da attacchi informatici, dopo Stati Uniti e Regno Unito. Circa 3,5% degli attacchi globali hanno preso di mira infrastrutture israeliane, segno di una pressione costante e mirata sul fronte del cyberspazio.
Nella regione Medio Oriente–Africa, Israele guida la classifica, assorbendo oltre 20% degli attacchi registrati. Molti di questi sono ricondotti all’Iran, che nei rapporti emerge come l’attore più persistente contro Israele nel dominio digitale. Si stima che quasi due terzi dell’attività informatica ostile iraniana sia rivolta proprio a obiettivi israeliani.
Gli attacchi variano: dallo spionaggio all’interruzione di servizi, dalla propaganda alla dimostrazione di forza tecnologica. Ma nella maggior parte dei casi, l’obiettivo è il profitto: l’80% delle operazioni sono legate al furto di dati, e in più della metà dei casi (52%) si tratta di estorsione o ransomware. Solo il 4% degli attacchi si presenta con finalità strettamente legate allo spionaggio.
Gli enti governativi sono tra i bersagli principali, rappresentando il 17% degli obiettivi identificati. Tuttavia, settori essenziali per la popolazione, ospedali, comuni, trasporti, sono particolarmente vulnerabili, spesso per via di infrastrutture datate o budget ridotti per la sicurezza.
Un dato che emerge con forza è l’accelerazione dell’uso dell’intelligenza artificiale in queste aggressioni informatiche. Gli aggressori oggi usano AI per automatizzare intrusioni, identificare vulnerabilità, sviluppare malware adattivi. Dall’altra parte, le difese, anch’esse potenziate da AI cercano di rilevare e neutralizzare le minacce con rapidità crescente.
In questo contesto, i cosiddetti “attacchi basati sull’identità” sono aumentati del 32%. In molti casi gli hacker impersonano vittime reali usando credenziali rubate, spesso provenienti da fughe di dati o malware: un fenomeno che ha preso vaste proporzioni nella prima metà del 2025.
Al di là dei numeri, il quadro che emerge è chiaro: Israele non è solo un obiettivo militare o geopolitico, ma un nodo critico nel cyber-panorama globale. Davanti a queste sfide, rafforzare le difese digitali e l’innovazione nella sicurezza è diventato non solo urgente, ma vitale.

