Il Mossad ha diffuso l’identità del presunto mandante che si nasconde dietro una vasta rete terroristica internazionale.
Tale rete sarebbe responsabile di aver pianificato attacchi e tentativi di rapimento contro cittadini israeliani ed ebrei in tutto il mondo.
Il Mossad ha identificato il fulcro della minaccia in Sardar Amar, un alto funzionario e capo della Unità 11000 della temuta Forza Quds della Repubblica Islamica dell’Iran. Secondo l’agenzia israeliana, Sardar Amar avrebbe istituito una squadra segreta con il preciso scopo di compiere atti di terrorismo mirati contro istituzioni ebraiche e singoli individui, non solo in Israele ma anche all’estero, con operazioni documentate in Europa e in Australia.
Le azioni attribuite a questa rete comprendono una serie di atti criminali volti a instillare paura e caos nelle comunità ebraiche. Tra questi si annoverano:
Atti di vandalismo e attacchi incendiari contro attività commerciali ebraiche, centri Chabad e sinagoghe. Violenza fisica diretta contro importanti personalità ebraiche.
La dichiarazione del Mossad sottolinea l’uso di una strategia di negazione plausibile da parte della rete iraniana. Per occultare ogni connessione diretta con il regime di Teheran, l’organizzazione si avvaleva di cellule compartimentate, reclutava cittadini stranieri e si serviva di intermediari criminali. Nonostante la vasta portata e la sofisticatezza della rete, il Mossad ha comunicato che numerosi attacchi pianificati sono stati sventati grazie al lavoro di intelligence condotto. È proprio l’efficacia di queste operazioni preventive che ha portato alla luce l’esistenza e la struttura di questa cellula terroristica globale.
Questa rivelazione è un chiaro monito sulla persistente minaccia che il regime iraniano rappresenta per la sicurezza degli ebrei e degli israeliani a livello mondiale, confermando l’impegno costante delle forze di intelligence israeliane nella difesa del popolo ebraico ovunque si trovi.

