Funzionari israeliani: Hamas potrebbe non riuscire a restituire i resti di tutti gli ostaggi
Secondo fonti israeliane citate dalla stampa internazionale, Hamas potrebbe non essere in grado di localizzare i corpi di tutti gli ostaggi israeliani ritenuti morti nella Striscia di Gaza. Questa incertezza rischia di complicare le trattative in corso per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri.
Fonti anonime israeliane riferiscono che, tra almeno 26 ostaggi considerati deceduti, ci sono sette-nove corpi che Hamas non sa dove si trovino; altre stime parlano addirittura di 10-15 mancanti. Le informazioni derivano da elementi di intelligence israeliana e da messaggi che Hamas o i mediatori avrebbero trasmesso durante negoziati recenti.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo governo sarebbero al corrente da mesi di questo problema. Anche gli Stati Uniti, secondo le fonti, sarebbero informati che alcuni resti potrebbero essere perduti o irrecuperabili. Si ritiene che alcuni ostaggi fossero detenuti da fazioni armate all’interno di Gaza oltre il controllo diretto di Hamas.
Resta da capire come questa situazione influirà sugli attuali negoziati in Egitto. Una delle fonti israeliane ha affermato che il governo considera Hamas completamente responsabile, sia per gli ostaggi vivi sia per quelli deceduti, e pretende il ritorno di tutti. Tuttavia, è emersa la preoccupazione che Hamas possa usare l’impossibilità di recuperare alcuni corpi come elemento di pressione, ritardando la restituzione degli ostaggi finché non venga concessa un’uscita militare completa israeliana da Gaza, o modifiche del cessate il fuoco.
Un’altra fonte ha suggerito che Netanyahu potrebbe sollevare l’incertezza come motivo per interrompere i colloqui, sebbene sembra più probabile che la utilizzi per rafforzare la propria posizione nei negoziati finali, in un momento peraltro di pressione crescente da parte degli Stati Uniti e dei mediatori regionali.
I negoziati al Cairo mirano a porre fine alla guerra e a garantire la liberazione dei 48 ostaggi ancora detenuti. Un alto funzionario israeliano ha dichiarato che esiste “vero ottimismo” circa un accordo entro venerdì, ma ha avvertito che le aspettative devono restare contenute.
Secondo lo schema attuale, una volta firmato un accordo, Hamas avrebbe 72 ore per restituire tutti gli ostaggi. Gli Stati Uniti spingono affinché l’accordo sia siglato questa settimana, avviando il rilascio già dalla settimana successiva.
Persistono divergenze su quali prigionieri palestinesi Israele libererà in cambio degli ostaggi. Il governo israeliano ha già escluso la liberazione di figure di spicco come Marwan Barghouti e Ahmad Saadat. Non è chiaro se verranno accettati altri prigionieri di rilievo negli scambi.

