La notte di Capodanno 2026 un devastante incendio scoppiato in un locale di Crans Montana, nel Canton Vallese, ha sconvolto l’Europa.
Le fiamme si sono propagate rapidamente durante una festa affollata di giovani, causando decine di vittime e oltre un centinaio di feriti, molti dei quali con ustioni gravissime. La dimensione dell’emergenza ha superato le capacità immediate delle strutture locali, rendendo necessario un imponente intervento di soccorso internazionale. Numerosi pazienti sono stati trasferiti in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, dove alcuni dei casi più complessi sono stati accolti nei centri grandi ustionati di eccellenza.
In questo contesto drammatico, un ruolo di primo piano è stato svolto da NexoBrid, un gel enzimatico di produzione israeliana sviluppato per il trattamento delle ustioni profonde. NexoBrid rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel campo della medicina d’urgenza. A differenza della chirurgia tradizionale, che prevede la rimozione meccanica dei tessuti necrotici con interventi spesso invasivi e sanguinanti, questo prodotto agisce in modo selettivo. Applicato direttamente sulla zona ustionata, scioglie l’escara, cioè lo strato di pelle morta, preservando quanto più possibile i tessuti sani sottostanti.
L’effetto è rapido e mirato. Nel giro di poche ore, il gel consente di pulire la ferita senza sottoporre il paziente a interventi immediati molto traumatici. Questo approccio riduce il rischio di infezioni, limita la perdita di sangue e crea condizioni migliori per le successive fasi di cura, come gli innesti cutanei. Nei casi dei feriti provenienti da Crans-Montana, NexoBrid ha permesso ai medici di intervenire quasi subito, senza attendere i tempi lunghi che in passato erano spesso necessari prima di un’operazione.
In Italia, alcuni giovani rimasti coinvolti nell’incendio sono stati trasferiti in centri altamente specializzati, dove il gel israeliano è stato utilizzato come parte integrante dei protocolli terapeutici. La collaborazione tra ospedali italiani ha consentito di reperire rapidamente le dosi necessarie e di avviare il trattamento già nelle prime ore dal ricovero. Questo aspetto è stato determinante, perché nelle grandi ustioni il fattore tempo incide in modo decisivo sulla sopravvivenza e sugli esiti a lungo termine.
L’esperienza di Crans-Montana ha messo in evidenza non solo l’efficacia clinica di NexoBrid, ma anche il valore della cooperazione internazionale in ambito sanitario. Il prodotto nasce dalla ricerca biotecnologica israeliana ed è distribuito anche in Italia, dove diversi centri lo utilizzano da anni. La sua applicazione in un’emergenza di tale portata ha dimostrato come l’innovazione possa superare i confini nazionali e diventare uno strumento concreto di solidarietà. Per molti osservatori, questo episodio rappresenta un esempio tangibile di come il dialogo scientifico tra Israele ed Europa, e in particolare con l’Italia, possa tradursi in benefici reali per i pazienti.
Dal punto di vista medico, i risultati ottenuti confermano che la rimozione enzimatica dell’escara segna un cambiamento profondo nell’approccio alle ustioni gravi. I pazienti trattati con NexoBrid presentano in genere un dolore più controllabile, un minor rischio di complicanze infettive e un percorso di recupero potenzialmente più rapido. Inoltre, la possibilità di preservare una maggiore quantità di pelle sana contribuisce a migliorare gli esiti estetici e funzionali, un fattore cruciale soprattutto nei pazienti giovani.
L’incendio di Crans Montana ha riacceso anche il dibattito sulla necessità di piani di emergenza dedicati alle ustioni, eventi rari ma capaci di mettere in crisi qualsiasi sistema sanitario. In questo scenario, disporre di farmaci innovativi come NexoBrid e di personale formato al loro utilizzo può fare la differenza tra un intervento tempestivo ed efficace e una risposta insufficiente. L’episodio ha mostrato come le reti di centri specializzati, supportate da tecnologie mediche avanzate, siano una risorsa strategica da rafforzare.
Oltre al dolore e al lutto, dalla tragedia emerge dunque anche un messaggio di speranza legato al progresso scientifico. NexoBrid, frutto della ricerca israeliana e integrato nella pratica clinica italiana, si è rivelato uno strumento prezioso per affrontare le conseguenze di uno dei più gravi incendi recenti. La storia dei feriti di Crans Montana racconta come, anche nei momenti più bui, l’innovazione medica e la collaborazione tra Paesi possano aprire nuove possibilità di cura e di recupero

