HomeSaluteImmortalità, ricercatori israeliani ringiovaniscono il fegato

Immortalità, ricercatori israeliani ringiovaniscono il fegato

Uno studio di ricercatori israeliani mostra come il fegato di topi anziani possa tornare giovane, alimentando la ricerca sull’immortalità.

L’immortalità resta ancora un concetto confinato tra fantascienza e ricerca avanzata, ma un nuovo studio guidato da ricercatori israeliani potrebbe aver compiuto un passo significativo nella comprensione dei meccanismi dell’invecchiamento. Un gruppo di scienziati è infatti riuscito a ringiovanire il fegato di topi anziani, riportando numerosi parametri biologici a livelli simili a quelli osservati in animali giovani.

La ricerca, realizzata presso l’Università Bar-Ilan e pubblicata sulla rivista Nature Communications, ha coinvolto topi con un’età paragonabile a quella di esseri umani compresi tra i 70 e gli 80 anni. Gli studiosi hanno aumentato i livelli di SIRT6, una proteina da tempo associata ai processi di longevità, al metabolismo cellulare e alla riparazione del DNA.
Nel giro di poche settimane, circa l’80% delle alterazioni molecolari legate all’età presenti nel fegato è tornato verso uno stato biologico più giovane. Gli effetti sono stati osservati sia nell’espressione genica sia nei meccanismi metabolici, suggerendo che alcuni processi associati all’invecchiamento potrebbero essere almeno parzialmente reversibili.

Secondo il professor Haim Cohen, coordinatore dello studio, i risultati ottenuti rappresentano un cambiamento sostanziale nella funzionalità dell’organo: il fegato dei topi trattati ha mostrato migliori prestazioni metaboliche, minori livelli di infiammazione e indicatori generali di salute più vicini a quelli di soggetti giovani.
Lo studio si inserisce in un filone di ricerca che negli ultimi anni ha visto i ricercatori israeliani impegnati nell’esplorazione di strategie innovative per rallentare l’invecchiamento. In precedenti esperimenti condotti dallo stesso gruppo, l’aumento di SIRT6 aveva già mostrato effetti positivi sulla longevità, aumentando l’aspettativa di vita dei topi e migliorando la resistenza a malattie legate all’età.

Parallelamente, altri laboratori israeliani stanno sperimentando approcci differenti. Alcuni gruppi stanno studiando la rimozione delle cellule senescenti, considerate responsabili di infiammazione cronica e deterioramento dei tessuti, mentre altre ricerche puntano sulla riprogrammazione cellulare per riportare organi e tessuti a condizioni biologiche più giovani.
Nonostante l’entusiasmo, gli stessi autori invitano alla prudenza. Nei modelli animali, l’aumento di SIRT6 avviene attraverso modifiche genetiche, una soluzione che non può essere trasferita direttamente all’uomo. Per eventuali applicazioni cliniche sarà necessario sviluppare farmaci capaci di stimolare la proteina in modo sicuro ed efficace.Inoltre, gli esperti sottolineano che l’invecchiamento coinvolge simultaneamente numerosi organi e sistemi biologici. Ringiovanire un singolo tessuto, per quanto importante, non significa ancora sconfiggere la vecchiaia o raggiungere l’immortalità.

Tuttavia, la crescente quantità di risultati prodotti dai ricercatori israeliani conferma il ruolo centrale del Paese nella corsa globale alla longevità. Se l’immortalità rimane ancora lontana, la prospettiva di ritardare malattie legate all’età e migliorare la qualità della vita appare oggi meno irrealistica rispetto al passato.

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