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Come Israele ha ucciso Khamenei con un missile dallo spazio

Come Israele ha ucciso Khamenei: il contesto della decisione

Per capire come Israele ha ucciso Khamenei occorre partire dalla scelta politica assunta mesi prima dell’attacco. Secondo il ministro della Difesa Israel Katz, Israele decise già nel novembre 2025 di fissare come obiettivo strategico l’eliminazione della Guida Suprema iraniana, pianificando inizialmente l’operazione per la metà del 2026.

Il piano è stato poi anticipato all’inizio del 2026, quando le proteste interne in Iran e il timore di un attacco contro obiettivi israeliani e statunitensi nel Medio Oriente hanno spinto Gerusalemme ad agire prima del previsto. In questo quadro, eliminato Khamenei, Israele punta a colpire quella che considera la regia politica del programma nucleare e missilistico iraniano e del sostegno ai proxy regionali.

Il missile dallo spazio: Blue Sparrow

Il fulcro tecnico di come Israele ha ucciso Khamenei è il missile balistico Blue Sparrow, descritto da vari media come un “missile dallo spazio”. Si tratta di un’arma aria‑terra a lungo raggio (circa 2.000 km) lanciata da caccia F‑15, capace di salire fino ai margini dell’atmosfera, uscire temporaneamente dallo strato più denso e poi precipitare sul bersaglio a velocità estreme.

​Questa traiettoria quasi spaziale rende il Blue Sparrow molto difficile da intercettare dai sistemi di difesa iraniani, aggirando radar e scudi pensati per minacce più convenzionali. La potenza dell’impatto è stata tale che frammenti del missile e detriti dell’esplosione sarebbero stati ritrovati fino nell’Iraq occidentale, a centinaia di chilometri da Teheran.

​La preparazione segreta: inganno e intelligence

Le ricostruzioni spiegano che, alla vigilia dell’attacco, l’IDF ha deliberatamente diffuso immagini e informazioni secondo cui i vertici militari stavano “andando a casa per lo Shabbat”, creando l’impressione di un fine settimana tranquillo. In realtà, molti comandanti avrebbero usato travestimenti per rientrare di nascosto nei centri di comando e preparare il colpo contro il compound di Khamenei.

Parallelamente, Israele e CIA avevano raccolto per anni informazioni sui comportamenti e sui ritmi della leadership iraniana, fino a individuare un incontro del sabato mattina in cui Khamenei e decine di alti comandanti si sarebbero trovati nello stesso edificio nel complesso di Pasteur Street, nel cuore di Teheran. Questa finestra temporale ristretta ha reso possibile colpire simultaneamente la Guida Suprema e buona parte dell’alto comando militare.

​Sorveglianza totale su Teheran

Secondo diversi resoconti, uno dei segreti di come Israele ha ucciso Khamenei è il controllo quasi totale dei movimenti delle sue guardie e dei funzionari di vertice. Mossad e intelligence militare avrebbero sfruttato nel tempo l’accesso a telecamere di sicurezza e reti di telefonia mobile per monitorare gli spostamenti delle scorte verso il compound della Guida Suprema.

Il giorno dell’attacco, queste fonti di intelligence hanno permesso a più team di confermare in parallelo l’arrivo dei convogli, la disposizione delle scorte e l’inizio della riunione, riducendo al minimo il rischio di errore sull’effettiva presenza di Khamenei. In contemporanea, le forze israeliane avrebbero disattivato una dozzina di torri di telefonia mobile nell’area, isolando il compound e impedendo comunicazioni rapide tra i servizi di sicurezza iraniani.

Il giorno X: come è stato eliminato Khamenei

La mattina dell’attacco, caccia israeliani F‑15 e altri velivoli sono decollati intorno alle 7:30 ora iraniana, nell’ambito della più ampia offensiva aerea congiunta USA‑Israele. Circa due ore dopo, una salva di una trentina di missili, tra cui i Blue Sparrow, è stata lanciata verso il complesso di Khamenei, colpendo edifici chiave dove si teneva l’incontro con i massimi vertici dei Pasdaran e delle Forze Armate.

​Secondo fonti israeliane citate dai media, l’attacco avrebbe ucciso Khamenei e oltre 40 alti dirigenti iraniani, tra cui il comandante delle forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione, Mohammad Pakpour, e il capo di stato maggiore Abdolrahim Mousavi, insieme a membri della famiglia della Guida Suprema. Khamenei è stato così eliminato nelle prime ore della campagna aerea, nel primo caso moderno di uccisione di un capo di Stato tramite attacco aereo mirato.

Implicazioni strategiche dell’operazione

Sapere come Israele ha ucciso Khamenei serve anche a capire il messaggio strategico inviato a Teheran e alla regione. Da un lato, l’uso di un’arma avanzata come il Blue Sparrow, supportata da anni di sorveglianza e cooperazione di intelligence con gli USA, sottolinea il vantaggio tecnologico israeliano e la determinazione a colpire il “cuore” del regime iraniano se percepito come minaccia esistenziale.

Dall’altro, il fatto che Israele abbia eliminato Khamenei con un’operazione così chirurgica apre una nuova fase nella guerra ombra tra i due Paesi, mostrando che neppure i vertici più protetti del sistema iraniano possono considerarsi intoccabili. Per gli analisti, si tratta di un punto di non ritorno: una dimostrazione di forza che ridefinisce le regole del gioco in Medio Oriente e segna uno spartiacque nel modo in cui le democrazie possono usare tecnologia avanzata per colpire i propri nemici

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