Il Ministero della Salute aggiorna i protocolli di emergenza per ospedali e soccorsi sullo sfondo delle tensioni legate al conflitto Iran e Israele.
In un contesto di crescente instabilità in Medio Oriente e di rinnovate tensioni con Teheran, il Ministero della Salute israeliano ha diffuso nuove linee guida operative rivolte a ospedali, casse mutue sanitarie e al servizio di emergenza Maghen David Adom. Il documento, presentato come misura preventiva, punta a garantire una transizione rapida ed efficace dalla routine quotidiana a uno scenario di emergenza nazionale, qualora la situazione legata alla guerra con Iran dovesse aggravarsi.
Le autorità sanitarie hanno precisato che, al momento, non vi è alcun cambiamento nel livello ufficiale di allerta. Il sistema sanitario resta in stato di vigilanza ordinaria, ma le lezioni apprese dai recenti conflitti e dalle operazioni militari degli ultimi anni hanno evidenziato la necessità di ridurre drasticamente i tempi di risposta in caso di escalation improvvisa. Secondo il ministero, la preparazione anticipata rappresenta uno strumento essenziale per tutelare la popolazione civile in uno scenario di possibile conflitto Iran e Israele.
Le direttive distribuite includono una serie di procedure già approvate che potrebbero entrare in vigore immediatamente se il livello di allerta dovesse salire. Tra queste figurano l’attivazione dei centri di comando ospedalieri, il passaggio a turni di lavoro prolungati da dodici ore, la sospensione delle attività ambulatoriali non urgenti e degli interventi programmati, oltre alla predisposizione delle strutture per la gestione di eventi con numerose vittime.
Uno degli obiettivi principali è ridurre rapidamente il numero di pazienti ricoverati, fino al 50%, dimettendo chi può proseguire le cure a domicilio o trasferendolo in strutture alternative. Gli ospedali sono stati invitati a preparare aree protette per l’assistenza, comprese unità sotterranee, e a limitare l’accesso dei visitatori in caso di emergenza. Allo stesso tempo, viene chiesto di potenziare i servizi di ospedalizzazione domiciliare, così da alleggerire il carico sulle strutture centrali e garantire continuità terapeutica.
Le linee guida pongono particolare attenzione anche agli aspetti tecnologici e logistici. Tutti i centri sanitari devono verificare il corretto funzionamento dei sistemi di comunicazione, comprese reti wireless e satellitari, considerate cruciali in caso di interruzioni infrastrutturali. In ambito territoriale, è previsto un ampliamento dei servizi di telemedicina e delle linee telefoniche per il supporto psicologico, strumenti ritenuti fondamentali per mantenere il contatto con la popolazione in un contesto di crisi prolungata.
Un capitolo specifico è dedicato alle strutture di assistenza continuativa, come istituti geriatrici, reparti psichiatrici e centri di riabilitazione. Queste realtà sono state invitate a pianificare dimissioni accelerate verso la comunità e a prepararsi ad accogliere pazienti trasferiti dagli ospedali generali, in modo da creare una rete flessibile capace di adattarsi rapidamente all’aumento della domanda.
Sul fronte della salute mentale, il Ministero della Salute prevede l’attivazione del Centro Nazionale per la Resilienza e il coordinamento di tutti i centri locali. Verranno intensificate le collaborazioni con le amministrazioni municipali e saranno diffusi materiali informativi e video per offrire un primo supporto psicologico alla popolazione in situazioni di emergenza. Le autorità sottolineano che il benessere mentale è una componente critica in qualsiasi scenario di conflitto, soprattutto in una fase segnata da forte incertezza geopolitica.
Un punto particolarmente sensibile riguarda le scorte di sangue. Il servizio trasfusionale punta a creare una riserva di almeno 12.000 unità , ma Magen David Adom ha segnalato una carenza cronica di donazioni. Per questo è stato lanciato un appello alla popolazione affinché si rechi a donare, considerato che in uno scenario legato alla guerra con Iran la disponibilità immediata di sangue potrebbe rivelarsi decisiva per salvare vite.
Il Ministero ribadisce che tutte queste misure rientrano in un quadro di preparazione e prevenzione e non indicano un cambiamento immediato nella valutazione del rischio. Tuttavia, nel clima attuale segnato dal conflitto Iran e Israele, le autorità sanitarie preferiscono muoversi con anticipo, rafforzando la resilienza del sistema per affrontare qualsiasi sviluppo improvviso. L’obiettivo dichiarato è uno solo: garantire che la sanità israeliana sia pronta a proteggere la popolazione, anche negli scenari più complessi.

