Deep Tech

Il Deep Tech in Israele rappresenta uno dei motori più potenti dell’innovazione globale e una delle opportunità più interessanti per investitori con orizzonte medio-lungo.

Nonostante un contesto macro complesso, Israele si conferma il principale hub di deep tech al mondo fuori dagli Stati Uniti, con oltre 1.500 aziende e decine di miliardi di dollari raccolti dal 2019.​

Che cos’è il deep tech

Il Deep Tech indica startup e aziende basate su innovazioni radicali di natura scientifica o ingegneristica, spesso nate da anni di R&D e protette da IP forte o know-how altamente specialistico. Non si tratta solo di “nuove app”, ma di tecnologie di frontiera in campi come intelligenza artificiale, fotonica, quantistica, semiconduttori, biotecnologie, nuovi materiali e robotica.​

 

Per un investitore, il deep tech implica in genere:​

  • Cicli di sviluppo lunghi ma con barriere all’ingresso elevate.
  • Modelli basati su IP difendibile, spesso con potenziale di creazione di mercati completamente nuovi.
  • Round di finanziamento più grandi, con forte presenza di capitali internazionali.

Le radici del deep tech in Israele

deep techIl deep tech israeliano nasce dall’incrocio di tre pilastri: ecosistema startup, ricerca accademica d’eccellenza e R&D militare avanzata. Le forze armate e le unità tecnologiche d’élite hanno storicamente generato competenze di livello mondiale in cybersecurity, sensing, sistemi autonomi e data intelligence, poi trasferite al settore privato.​ Parallelamente, università e centri di ricerca israeliani producono un flusso costante di brevetti e spin-off in settori come computer science, ingegneria elettrica, biotech e scienze dei materiali, alimentando una cultura imprenditoriale unica (“Startup Nation”). Multinazionali globali hanno aperto decine di centri R&D nel Paese, creando un ponte strutturale tra ricerca di frontiera e mercato.​

Situazione attuale del Deep Tech israeliano

Oggi Israele ospita oltre 1.400–1.500 startup deep tech con capitale di rischio, che hanno raccolto più di 28 miliardi di dollari dal 2019 e raggiunto valutazioni aggregate superiori a 170 miliardi di dollari. Il Deep Tech rappresenta circa un terzo di tutti i capitali VC nella high-tech israeliana, con round sempre più grandi e una quota significativa di investitori esteri.​

I settori più forti includono:​

  • AI e cybersecurity (anche con diversi unicorni e mega-round).
  • Semiconduttori, quantistica e fotonica avanzata.
  • Medical device, pharma, digital health e agrifoodtech, con una quota significativa degli investimenti globali.

Sul fronte macro, il Paese continua a registrare una crescita del PIL trainata dall’high-tech e una forte densità imprenditoriale (Tel Aviv è tra i principali hub tech globali). Tuttavia, si osservano segnali di rallentamento nella creazione di nuove aziende e nella raccolta di alcuni fondi locali, fattori che spingono a una maggiore selettività degli investimenti.​

Politiche pubbliche e ruolo per gli investitori

Israele considera il Deep Tech la prossima grande leva di crescita di lungo periodo e ha lanciato programmi mirati in AI, quantistica, bio-convergenza e infrastrutture tecnologiche avanzate. L’Israel Innovation Authority ha varato strumenti come fondi e un “Deep-Tech Startups Fund” per condividere il rischio nelle fasi iniziali e rafforzare l’accesso al capitale per progetti altamente R&D-intensive.​

Per gli investitori internazionali, questo si traduce in:​

  • Forte pipeline di deal in settori a impatto globale (AI, clima, salute, sicurezza).
  • Co-investimento con fondi locali e programmi pubblici che riducono il rischio early-stage.
  • Ecosistema maturo sul fronte exit, con oltre 60 miliardi di dollari di uscite deep tech nell’ultimo decennio (IPO e M&A di grande scala).

Prospettive future per il deep tech in Israele

Le prospettive restano positive: Israele è oggi il quinto hub mondiale per investimenti deep tech, e il primo al di fuori degli Stati Uniti, con una chiara strategia nazionale per consolidare questa posizione. Dopo alcuni anni di contrazione, nel 2025 i finanziamenti deep tech sono tornati a crescere, con round più grandi e continua domanda da parte di capitali globali, in particolare su AI, semiconduttori, quantistica e tecnologie legate alla transizione climatica.​

Nel medio termine, si prevedono:​

  • Maggiore concentrazione di capitali su pochi campioni globali, ma anche rafforzamento di fondi specializzati deep tech.
  • Integrazione crescente tra ecosistemi: partnership tra Israele, Europa e USA su R&D, supply chain e industrializzazione.
  • Opportunità significative per investitori pazienti, capaci di supportare startup dalla fase di laboratorio fino alla scala industriale.