Un’innovazione scientifica israeliana porta nuova speranza alle persone paralizzate. Un team di ricercatori dell’Università di Tel Aviv è riuscito a coltivare in laboratorio un midollo spinale umano a partire da cellule staminali.
Dopo i risultati positivi ottenuti sugli animali, il Ministero della Salute ha autorizzato il passaggio alla fase più delicata: i primi test clinici sugli esseri umani.
Il professor Tal Dvir, responsabile scientifico della biotech israeliana Matriselph, ha dichiarato:
“Abbiamo dimostrato di poter trattare animali con lesioni croniche al midollo spinale. Oltre l’80% è tornato a camminare perfettamente”.
Dalla fantascienza alla realtà
Immaginate un soldato, un motociclista o una vittima di incidente stradale che ha perso la capacità di camminare: un intervento chirurgico potrebbe restituirgli l’uso delle gambe. Questo scenario, che fino a poco tempo fa apparteneva solo alla fantascienza, è oggi più vicino alla realtà grazie alla ricerca israeliana.
Tre anni fa, lo stesso team aveva creato per la prima volta un midollo spinale umano in laboratorio. Da allora i progressi sono stati rapidi e i test sugli animali hanno dato risultati senza precedenti. Ora si attende la vera prova: il primo intervento su un paziente, che potrebbe già nel giro di un anno tornare a muoversi.
Come funziona il midollo spinale
Il midollo spinale è una sorta di “cavo elettrico” del corpo: trasmette i segnali dal cervello ai muscoli. Quando si verifica una lesione – a causa di incidenti, cadute o ferite da guerra – il circuito si interrompe e i neuroni, a differenza di altre cellule, non hanno capacità di rigenerarsi. La zona lesionata diventa cicatriziale, impedendo la trasmissione degli impulsi nervosi e causando paralisi permanente.
La tecnologia israeliana
Il professor Dvir e il suo gruppo hanno sviluppato una tecnica che permette di creare in laboratorio piccole porzioni di midollo spinale identiche a quelle naturali. Questi “tessuti ingegnerizzati” possono essere trapiantati nella zona lesionata, ricostruendo il collegamento tra le due estremità interrotte.
L’innovazione sta anche nella personalizzazione: i tessuti vengono creati a partire dalle cellule del paziente stesso, riducendo così il rischio di rigetto e permettendo al nuovo midollo di integrarsi perfettamente nel corpo.
Secondo Dvir, il procedimento può essere paragonato a riparare un filo elettrico tagliato: il trapianto agisce come un ponte conduttivo che permette al segnale di fluire di nuovo senza ostacoli.
Un passo verso la medicina rigenerativa
La società Matriselph, nata nel 2019 dall’Università di Tel Aviv, rappresenta una punta di diamante della biotecnologia israeliana. Se i primi test clinici daranno esito positivo, si aprirà un nuovo capitolo nella cura delle paralisi e, più in generale, nella medicina rigenerativa. Un futuro in cui chi ha perso la capacità di camminare potrà tornare a farlo non è più solo un sogno, ma una concreta possibilità.
E secondo voi, cosa faranno gli attuali odiatori di Israele ? le università che hanno cancellato le collaborazioni ? le regioni che hanno deciso di boicottare Israele ? saranno coerenti con il loro odio ?

