Al Centro Medico della Galilea a Nahariya è stato eseguito un intervento al cervello che sembra uscito da un film: un paziente affetto da Parkinson è stato sottoposto a un complesso intervento di stimolazione cerebrale profonda (DBS) senza anestesia e senza sedazione, protetto solo dal potere dell’ipnosi clinica.
Il protagonista è Ali Abu-Ria, 71 anni, originario di Sakhnin. Mentre un’équipe neurochirurgica forava il suo cranio per inserire elettrodi nel cervello, Ali non era sotto anestesia generale, né addormentato. Con gli occhi chiusi, si trovava invece sulle spiagge di un’isola thailandese, guidato dalla voce calma del dottor Boništein, psicologo clinico e pioniere dell’uso dell’ipnosi in sala operatoria. “È stato come magia – racconta Abu-Ria con un sorriso – sentivo il rumore del trapano, sapevo che ero sveglio, ma nulla mi disturbava. Lui mi ha portato in Thailandia, e io gli descrivevo quello che vedevo. Era come un sogno”.
L’operazione, durata cinque ore e guidata dal neurochirurgo dottor Yuval Gruber, richiedeva che il paziente fosse cosciente: solo così il team poteva verificare in tempo reale l’efficacia degli elettrodi impiantati. Normalmente si tratta di una procedura lunga e dolorosa, resa ancora più difficile dal fatto che i pazienti devono interrompere le terapie farmacologiche prima dell’intervento. Qui però, grazie all’ipnosi, la percezione del dolore si è attenuata al punto da permettere persino la riduzione dell’anestesia locale. “È incredibile, spiega il dottor Boništein, non si tratta di magia, ma della capacità del paziente di concentrare l’attenzione e dissociarsi dalle sensazioni corporee. Noi costruiamo insieme un ‘luogo sicuro’ e durante l’intervento io lo guido lì, come in un viaggio mentale”. Il risultato è stato un paziente calmo e collaborativo e un’équipe chirurgica che ha potuto lavorare in condizioni ottimali.
Per il dottor Boništein questa è la realizzazione di un sogno coltivato da oltre vent’anni: integrare l’ipnosi clinica nella pratica ospedaliera. Dopo anni di scetticismo, oggi la tecnica sta ricevendo crescente riconoscimento. È stata persino aperta una clinica dedicata all’ipnosi medica, con un team di 20 medici e psicologi formati per applicarla in diversi contesti. La richiesta sta aumentando: “Ora mi chiamano anche al pronto soccorso per aiutare in procedure dolorose quando non c’è un anestesista disponibile”, rivela lo specialista. Per Ali Abu-Ria, questo intervento segna un prima e un dopo nella sua vita. Dopo oltre sette anni di lotta contro il Parkinson, con tremori che non gli permettevano nemmeno di dormire, oggi racconta con emozione: “Adesso appoggio la testa sul cuscino e in pochi secondi mi addormento. È straordinario. Mi sento una persona nuova”.

