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Rambam rivoluziona la medicina: terapie geniche anche per malattie non genetiche

L’Ospedale Rambam di Haifa sta conducendo uno dei trial clinici più innovativi al mondo: una terapia genica sperimentale contro l’insufficienza cardiaca non ereditaria, basata sulla tecnologia CRISPR-Cas9, e una collaborazione per lo sviluppo di farmaci di nuova generazione contro il colesterolo alto.

Terapie geniche oltre le malattie rare

Fino ad oggi, le terapie geniche sono state pensate principalmente per pazienti affetti da malattie rare e congenite. Oggi, però, prende piede un approccio rivoluzionario: usare l’editing genetico anche per curare malattie comuni, non necessariamente ereditarie.
Al Rambam Health Care Campus è stata avviata la prima sperimentazione in Israele di una terapia sviluppata dalla statunitense Intellia Therapeutics contro l’amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CA), una malattia che provoca accumulo anomalo di proteine nel cuore. Parallelamente, in diversi centri del mondo sono in corso trial per terapie simili mirate all’ipercolesterolemia, e Rambam è in prima linea anche in questo ambito.
Una malattia un tempo senza speranza
“Quando studiavo medicina, l’amiloidosi era considerata quasi sempre terminale” racconta il dott. Oren Caspi, direttore dell’Unità Scompenso Cardiaco e del Centro di Ricerca e Innovazione Cardiovascolare del Rambam, che ha guidato lo studio insieme ai dott. Sirouch Petcherski e Aharon (Ronnie) Abbo.
Oggi, invece, grazie a diagnosi più semplici e farmaci innovativi, la prospettiva è cambiata. I trattamenti disponibili rallentano la progressione, ma non la bloccano.
La nuova terapia genica punta invece a un risultato più radicale: modificare direttamente le cellule del fegato per fermare la produzione della proteina difettosa che causa l’accumulo.
CRISPR come arma terapeutica
Il farmaco, somministrato per via endovenosa, sfrutta la tecnologia CRISPR-Cas9, premio Nobel per la Chimica 2020. Dopo un’unica infusione (preceduta da una breve terapia immunosoppressiva per evitare reazioni), il DNA delle cellule epatiche viene modificato in modo permanente, impedendo la produzione della proteina tossica.
In questo modo, il trattamento potrebbe rappresentare una cura “one-shot” o richiedere solo rarissimi richiami, un enorme vantaggio soprattutto per i pazienti anziani.

Dal cuore al colesterolo

La stessa logica può essere applicata anche ad altre patologie comuni. Una delle più promettenti è l’ipercolesterolemia. In alcuni individui, una mutazione genetica naturale protegge dai livelli elevati di colesterolo senza effetti collaterali. I nuovi farmaci cercano di riprodurre artificialmente questa condizione.
I risultati dei primi studi clinici condotti da CRISPR Therapeutics hanno mostrato una riduzione significativa del colesterolo LDL (“cattivo”) e dei trigliceridi, senza effetti collaterali rilevanti. Nel prossimo futuro, queste terapie potrebbero interessare non solo chi soffre di mutazioni genetiche, ma anche milioni di persone con colesterolo alto dovuto a fattori ereditari e ambientali.

Sfide regolatorie e prospettive

Resta da capire quanto velocemente queste terapie potranno arrivare sul mercato. Le autorizzazioni passano attraverso la FDA, che negli Stati Uniti impone requisiti molto severi. Se da un lato ciò rallenta l’accesso ai pazienti, dall’altro garantisce controlli di sicurezza estremamente rigorosi.
Per ora, Rambam continua a scrivere un nuovo capitolo nella storia della medicina, portando Israele al centro della ricerca mondiale sulle terapie geniche non solo per malattie rare, ma anche per problemi diffusi che colpiscono milioni di persone.

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