Nvidia annuncia un nuovo campus tecnologico vicino a Haifa: un’iniezione di fiducia per l’economia israeliana
Nvidia ha ottenuto dall’Autorità Territoriale israeliana il via libera per la costruzione di un nuovo e ambizioso campus tecnologico a Kiryat Tivon, vicino a Haifa. Il terreno è stato assegnato senza gara, un segnale della forte volontà del governo di sostenere investimenti strategici nel settore hi-tech.
Il progetto prevede la realizzazione di circa 160.000 metri quadrati destinati a uffici, servizi commerciali, aree verdi e spazi dedicati al tempo libero. L’obiettivo è ospitare fino a 8.000 dipendenti, replicando in Israele un campus ispirato al quartier generale californiano della compagnia. I tempi di sviluppo stimati sono di sette anni, con la possibilità di estenderli a dieci.
La posizione è altamente strategica: la zona occidentale di Kiryat Tivon, in prossimità dell’autostrada 6 e della linea ferroviaria della Valle di Jezreel, garantisce un accesso efficiente ai centri urbani circostanti. È previsto anche un terminal per il trasporto pubblico che migliorerebbe ulteriormente la mobilità dell’area.
L’iniziativa di Nvidia rappresenta molto più di un semplice investimento immobiliare. Arriva in un momento in cui il settore hi-tech israeliano, pur rimanendo un pilastro dell’economia, ha affrontato negli ultimi anni sfide legate all’incertezza geopolitica e alla riduzione degli investimenti globali. L’annuncio di un colosso come Nvidia manda un messaggio chiaro: Israele resta un hub di innovazione di livello mondiale.
L’impatto economico atteso è duplice. Da un lato, l’espansione creerà migliaia di posti di lavoro altamente qualificati, rafforzando l’ecosistema tecnologico del nord del Paese, tradizionalmente meno sviluppato rispetto all’area di Tel Aviv. Dall’altro, il progetto stimolerà l’indotto: edilizia, servizi locali, trasporti, ristorazione e attività commerciali beneficeranno dell’aumento della domanda.
In prospettiva, il nuovo campus potrebbe attrarre altre grandi aziende internazionali, contribuendo a riequilibrare la distribuzione geografica dell’innovazione in Israele e consolidando la resilienza dell’economia nazionale

