Il banco del latte materno di MDA in Israele: un ponte di vita per i neonati anche in tempo di guerra
Nonostante l’attuale conflitto con l’Iran e le tensioni che gravano sulla sanità nazionale, il banco del latte materno nazionale di Magen David Adom (MDA) in Israele continua a operare a pieno regime, fornendo centinaia di porzioni di latte ogni mese a neonati prematuri e bambini malati che non possono essere allattati dalle proprie madri. La struttura, situata nei laboratori di MDA a Ramla, rappresenta un sostegno fondamentale per i reparti di terapia intensiva neonatale e di cura intensiva pediatrica in tutto il paese, e serve come un autentico “ponte di vita” per i più vulnerabili nelle condizioni più difficili.
Com’è organizzato il banco del latte materno di Magen David Adom
Il processo inizia nelle case delle madri che vogliono donare il proprio latte. Dopo una verifica medica iniziale e un’intervista, una volontaria si reca al domicilio della potenziale donatrice per garantirne la salute e l’adeguatezza dell’ambiente. Le madri eliggibili utilizzano una pompa personale approvata per estrarre il latte, che viene poi congelato in appositi sacchetti e raccolto da un rappresentante di MDA.
Una volta arrivato al banco, il latte materno viene sottoposto a rigidi controlli di qualità e sicurezza: viene analizzato, pastorizzato, centrifugato e etichettato. Dopo aver superato tutti gli esami e i test, viene immagazzinato a temperature estremamente basse (tra –30 e –80 gradi Celsius) dove può essere conservato da nove mesi a un anno.
Queste operazioni si svolgono sotto illuminazione specifica studiata per preservare i nutrienti e le proprietà immunitarie del latte: l’esposizione alla luce normale può infatti degradare vitamine e componenti protettivi essenziali, particolarmente importanti nei lattanti fragili.
Un’operazione umanitaria vitale anche durante crisi nazionali
Il lavoro del banco del latte materno non si interrompe neanche in condizioni di guerra o emergenza nazionale. Dal 2023, in seguito alla Guerra di Operation Roaring Lion, il Ministero della Salute ha emanato direttive speciali secondo cui un neonato evacuato in ospedale senza identificazione o con la madre impossibilitata ad allattare ha diritto automaticamente al latte del banco. Questa regola si applica anche nei casi in cui la madre è stata chiamata alle armi o è impossibilitata a fornire il proprio latte per altri motivi legati alla sicurezza e alla mobilitazione nazionale.
La direttrice del banco, la dottoressa Sharron Bransburg Zabary, spiega che l’obiettivo è garantire che ogni bambino che ne ha bisogno possa ricevere latte materno, considerato non solo nutrimento, ma un vero e proprio “tessuto umano” ricco di componenti immunitari e cellule che aiutano a combattere le infezioni e favoriscono lo sviluppo neurologico e immunitario dei neonati.
Ogni mese il banco produce circa 350-400 porzioni di latte, che vengono distribuite nei reparti NICU (neonatal intensive care unit) e in altre unità pediatriche. Nel 2025 la quantità fornita è stata di circa 4.200 litri, una quantità che testimonia quanto il servizio sia diventato imprescindibile per la salute dei neonati in Israele.
La donazione non è semplice come quella del sangue, in quanto implica che la madre donatrice mantenga un proprio figlio da nutrire insieme alla donazione stessa. Il processo è dunque attentamente monitorato per assicurare che sia il bambino della donatrice sia quello destinatario ricevano quanto necessario senza rischi.
Il latte materno donato non è solo nutrimento, ma un atto di solidarietà che spesso nasce in periodi complessi. Una delle storie emerse riguarda una madre evacuata a causa del conflitto, che ha dovuto contare sulla banca per nutrire il proprio bambino prematuro a causa della scarsità di latte dovuta allo stress e alle difficoltà. Un’altra madre, con abbondante produzione, ha scelto di donare per aiutare altri bambini in un momento di crisi nazionale.
Questa dinamica di aiuto reciproco è spesso definita dal personale come una vera e propria catena di solidarietà umana, simile all’importanza di una donazione di sangue o di organi, poiché può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte per neonati con condizioni mediche critiche.
Mentre Israele continua ad affrontare tensioni regionali e pressioni sul sistema sanitario, il banco del latte materno si pone come un esempio straordinario di assistenza sanitaria preventiva e di cura specializzata. La sua capacità operativa in condizioni di emergenza, unita alla sua rilevanza per la salute pubblica, mostra quanto l’infrastruttura moderna di sanità israeliana sia in grado di adattarsi per continuare a salvare vite anche nei momenti più difficili.

