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Knesset dà via libera a legge che amplia uso delle telecamere di sorveglianza

La Knesset ha approvato una legge che autorizza l’IDF e lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, a utilizzare e accedere alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza civili in casi specifici legati alla sicurezza nazionale.

La normativa è stata presentata come strumento per rafforzare la capacità dello Stato di prevenire attacchi terroristici e proteggere i cittadini da minacce imminenti.

Secondo i sostenitori della legge, l’accesso diretto alle telecamere di sorveglianza può accelerare l’identificazione di sospetti e facilitare le operazioni di intelligence, soprattutto quando si tratta di individuare movimenti di gruppi estremisti o di persone sospettate di pianificare atti violenti. La normativa consente quindi alle forze di sicurezza di ottenere informazioni cruciali in tempo reale senza dover affrontare ritardi burocratici legati alle procedure giudiziarie ordinarie.

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La Knesset – il Parlamento israeliano a Gerusalemme

La legge prevede tutele e limiti ben definiti per l’utilizzo di questo potere, imponendo che l’accesso alle telecamere civili sia autorizzato solo in situazioni di reale emergenza per la sicurezza nazionale e sottoposto a supervisione legale. I membri della Knesset che hanno votato a favore sostengono che la misura non compromette in maniera ingiustificata la privacy dei cittadini, poiché si applica esclusivamente a scenari in cui la difesa dello Stato e la protezione delle vite sono in gioco. Altri parlamentari hanno espresso riserve e critiche, sostenendo che l’espansione dei poteri delle forze di sicurezza in ambito civile potrebbe rappresentare una minaccia alla privacy e alle libertà individuali. Alcuni critici temono che l’accesso alle telecamere possa essere utilizzato in maniera più ampia rispetto agli scopi dichiarati, ampliando il controllo statale sulla popolazione.

La nuova legge si colloca in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale a seguito di anni di tensioni e attacchi. Le forze armate e i servizi di sicurezza israeliani hanno ripetutamente richiesto strumenti più efficaci per combattere minacce dinamiche e imprevedibili, e l’approvazione di questa normativa è vista come una risposta legislativa a tali esigenze operative.

La regolamentazione richiede che ogni uso delle riprese delle telecamere sia soggetto a controllo legale e documentazione formale, allo scopo di evitare abusi e garantire un equilibrio tra sicurezza e diritti civili. In alcuni casi, l’accesso può essere richiesto anche senza un ordine del tribunale, purché rientri nei parametri previsti dalla legge e sia strettamente legato a situazioni di emergenza.

Israele è uno dei Paesi con la più alta densità di telecamere di sorveglianza per abitante, rendendo questa nuova disposizione particolarmente significativa sul piano operativo. Gli analisti ritengono che la possibilità per IDF e Shin Bet di collegarsi direttamente a reti di video sorveglianza aumenterà la capacità di risposta rapida in caso di attacchi, consentendo una raccolta più efficiente di prove visive e informazioni critiche.

La legge è ora in vigore, e nei prossimi mesi verranno emanate linee guida operative affinché le forze di sicurezza adottino procedure conformi sia alle esigenze di protezione nazionale sia agli standard legali che proteggono le libertà civili dei cittadini.

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