Dopo giorni di tensioni e chiusura dello spazio aereo a causa dell’escalation con l’Iran, Israele inizierà da lunedì 23 giugno a permettere voli in uscita per stranieri bloccati nel paese e per cittadini israeliani che necessitano di partire.
Il Ministero dei Trasporti ha annunciato che ogni richiesta di partenza dovrà passare da un Comitato per le eccezioni, istituito dallo stesso governo, che valuterà i casi umanitari, medici e diplomatici. I primi voli in uscita avranno una capienza ridotta al 50%, con priorità a turisti, diplomatici, gruppi giovanili e sportivi internazionali.
Rientri via cielo, mare e terra: già tornati 50.000 israeliani
Nel frattempo, continuano i voli di rimpatrio organizzati da El Al, Israir e Arkia. Solo ieri, oltre 5.500 israeliani sono rientrati nel paese da destinazioni europee e dagli Stati Uniti. Israele punta a riportare a casa fino a 7.000 cittadini al giorno, compatibilmente con la situazione di sicurezza. Anche le vie marittime sono state mobilitate: venerdì mattina è arrivata ad Ashdod la nave da crociera Crown Iris della Mano Maritime, con 2.000 israeliani a bordo provenienti da Cipro. Un secondo viaggio è previsto lunedì 23 giugno con 1.500 passeggeri, organizzato in collaborazione con Bank Leumi.
Procedure e polemiche: il diritto di partire sotto esame
Alcuni giuristi e associazioni civiche, come il Movimento per un Governo di Qualità, hanno sollevato preoccupazioni circa la costituzionalità delle restrizioni attuali. Secondo la Legge Fondamentale: Dignità Umana e Libertà, ogni cittadino israeliano ha il diritto fondamentale di lasciare e rientrare nel paese. Attualmente, solo chi dimostra un’urgenza medica o familiare potrà ottenere l’autorizzazione per lasciare Israele. I viaggi per turismo o piacere saranno inizialmente respinti. Tuttavia, si prevede che, una volta completato il rimpatrio dei cittadini bloccati all’estero, queste restrizioni verranno gradualmente eliminate.
Lunedì sarà disponibile un modulo online per la richiesta di autorizzazione al volo in uscita. I turisti e i possessori di passaporto straniero avranno una corsia preferenziale, fornendo la documentazione relativa ai voli cancellati. Anche gli israeliani con esigenze urgenti di cure mediche all’estero riceveranno priorità.
La direttrice del Comitato per le eccezioni, Drorit Steinmetz, guiderà le valutazioni assieme a rappresentanti dei Ministeri competenti, del Comando del Fronte Interno e dell’Autorità per l’Immigrazione.

