L’esercito israeliano ha annunciato che, a seguito delle indagini dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale e in collaborazione con la Polizia di Israele e il Rabbinato Militare, sono stati completati i processi di identificazione di quattro ostaggi i cui corpi sono stati restituiti nelle ultime ore.
Tra loro ci sono Guy Iluz z”l, 26 anni, e Bipin Joshi z”l, 23 anni, cittadino nepalese che viveva in Israele. I nomi degli altri due caduti non sono ancora stati autorizzati per la pubblicazione.
Secondo le informazioni fornite, Guy Iluz era stato rapito vivo da Hamas durante l’attacco al festival Nova. Gravemente ferito, fu trascinato a Gaza mentre tentava di fuggire verso l’area di Tel Gama. È morto in prigionia a causa delle ferite, senza ricevere alcuna assistenza medica. Le indagini forensi chiariranno nei prossimi giorni le circostanze precise della sua morte.
Bipin Joshi, 23 anni, era stato sequestrato da un rifugio nel kibbutz Alumim da uomini armati di Hamas. Secondo le prime valutazioni, sarebbe stato ucciso in prigionia nei primi mesi della guerra. Anche nel suo caso, l’esame medico-legale completerà l’accertamento delle cause della morte.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno espresso il loro profondo cordoglio alle famiglie e ribadito che il lavoro per riportare a casa tutti gli ostaggi continua, insieme alla preparazione per la piena attuazione dell’accordo di restituzione.
Dal Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Rimpatriati è arrivato un messaggio toccante:
“In questo momento abbracciamo le famiglie di Guy Iluz, Bipin Joshi e degli altri due ostaggi riportati per una degna sepoltura. Accanto al dolore e alla consapevolezza che il cuore non sarà mai completo, il loro ritorno rappresenta almeno una forma di pace per famiglie che hanno vissuto più di due anni di incertezza e tormento. Non ci fermeremo finché ogni ostaggio non sarà riportato a casa.”
Per mesi il numero ufficiale degli ostaggi vivi si era fermato a 22, e si temeva per la sorte di Bipin Joshi e Tamir Nimrodi. Dopo la restituzione dei 20 ostaggi ancora in vita, Hamas ha comunicato che tra i quattro corpi consegnati vi era anche quello di Joshi. La famiglia di Nimrodi, invece, non ha ancora ricevuto notizie ufficiali e ha chiesto di mantenere viva la speranza, evitando la diffusione di informazioni non verificate.
Il ritorno dei corpi di Guy, Bipin e degli altri due ostaggi è un momento di dolore profondo ma anche di dignità nazionale: Israele continua a mantenere fede alla promessa di non lasciare indietro nessuno né vivi, né caduti.

