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Wed, Jan 7 2026
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“Israele non aspetterà Trump: pronti a colpire l’Iran da soli”

Israele ha lanciato un messaggio chiaro e diretto all’amministrazione Trump: non c’è tempo da perdere con la diplomazia.

Secondo due fonti ben informate, funzionari israeliani hanno fatto sapere a Washington che non intendono aspettare le due settimane previste dal presidente Donald Trump per decidere se gli Stati Uniti debbano intervenire nel conflitto Israele-Iran. Se necessario, Israele è pronta ad agire da sola.

Il messaggio è arrivato durante una telefonata definita “tesa” tra alti funzionari dei due Paesi. A partecipare da parte israeliana sono stati il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, il Ministro della Difesa Israel Katz e il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza. Al centro delle preoccupazioni c’è Fordo, il sito sotterraneo considerato il gioiello del programma nucleare iraniano. La struttura, scavata nella roccia di una montagna, è altamente protetta e difficilmente attaccabile: solo gli Stati Uniti possiedono bombe “bunker buster” in grado di colpire in profondità. Ma Israele teme che il tempo stia per scadere.

Una fonte a Washington conferma che Tel Aviv ha comunicato la propria urgenza: due settimane sono troppe. Secondo quanto trapelato, il vicepresidente JD Vance ha espresso opposizione all’idea di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, temendo che Israele stia cercando di trascinarli in guerra. Anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe partecipato alla conversazione.

Nonostante le dichiarazioni pubbliche, Netanyahu non ha escluso un’azione unilaterale contro Fordo, anche se non sono stati resi noti i dettagli operativi. Quattro fonti confermano che un attacco militare solitario è sempre più probabile. Due di esse sottolineano che, grazie alla superiorità aerea su gran parte del territorio iraniano, un’operazione, seppur rischiosa, sarebbe tecnicamente possibile.

“Gli israeliani sentono di avere slancio, ma anche poco tempo. I costi del conflitto aumentano ogni giorno”, rivela una fonte. “Non credo che aspetteranno ancora a lungo.” Non è chiaro se l’azione prevederebbe bombardamenti, forze terrestri o entrambi. Tuttavia, due fonti suggeriscono che Israele potrebbe puntare a danneggiare in modo significativo l’interno del sito, piuttosto che distruggerlo completamente.

Una cosa però è certa: il conto alla rovescia è iniziato, e la tensione nel Medio Oriente è ai massimi storici.

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