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Shaare Zedek Medical Center apre centro per riservisti e primi soccorritori allo

Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme un centro dedicato a riservisti e primi soccorritori per supporto psicologico e sanitario integrato dopo traumi da guerra.

Israele ha recentemente inaugurato un nuovo centro medico dedicato ai riservisti e ai primi soccorritori all’interno dello Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme, un’iniziativa che risponde alle crescenti esigenze di supporto sanitario e psicologico derivanti dal prolungato stato di conflitto. La cerimonia di apertura ha visto la partecipazione di numerosi membri della comunità, civili e militari, molti dei quali hanno personalmente sperimentato le difficoltà fisiche ed emotive legate alla guerra. La struttura, chiamata Silber Family Resilience Center, è stata istituita per offrire assistenza professionale gratuita ai riservisti, agli operatori sanitari e alle famiglie colpite da traumi, e si estende nel nuovo edificio accanto al reparto oncologico.

La creazione del centro è stata resa possibile grazie al sostegno di famiglie private e fondazioni che hanno riconosciuto l’urgenza di un servizio sanitario mirato a coloro che affrontano quotidianamente le conseguenze fisiche e psicologiche del servizio militare e delle emergenze. I terapisti e gli specialisti che lavorano nella struttura offrono una gamma di servizi che includono psicoterapia individuale e di gruppo, terapia dell’arte, yoga terapeutico e trattamenti specifici per stress post-traumatico. Il centro è concepito per fornire un supporto integrato e olistico, mettendo a disposizione competenze avanzate in ambito psicologico, emotivo e fisico.

Tra i principali obiettivi della nuova unità c’è la promozione della resilienza emotiva e il sostegno alle relazioni familiari messe a dura prova da lunghi periodi di servizio e di trauma. I dati preliminari raccolti dal personale sanitario indicano che un numero crescente di riservisti e soccorritori presenta sintomi di esaurimento emotivo, ansia, disturbi del sonno e stress post-traumatico. Queste condizioni, se non affrontate tempestivamente, possono avere effetti duraturi sulla qualità della vita personale e sulla capacità di reintegrarsi nella vita civile.

La necessità di un centro specializzato emerge anche dal grande numero di feriti di guerra e di familiari di militari che hanno vissuto esperienze traumatiche. Molti di questi individui affrontano difficoltà che vanno oltre il trattamento delle ferite fisiche, richiedendo un approccio più completo e personalizzato per gestire l’impatto psicologico delle esperienze traumatiche. La presenza di uno spazio dedicato al trattamento integrato rappresenta un passo significativo nella risposta sanitaria nazionale israeliana, poiché riconosce l’importanza della salute mentale e del benessere emotivo nel percorso di recupero.

I dirigenti dell’ospedale e gli specialisti coinvolti hanno sottolineato come il nuovo centro non sia solo una risposta alle necessità attuali, ma anche un modello di riferimento per simili iniziative future. La combinazione di tecniche terapeutiche moderne, professionisti qualificati e un ambiente accogliente mira a creare un punto di riferimento per chi ha servito il Paese o ha assistito da vicino alle difficoltà del conflitto. Tra i servizi offerti figurano programmi di supporto per coppie e famiglie, trattamenti psicologici per bambini e adolescenti, nonché percorsi di riabilitazione emotiva personalizzati.

La collaborazione tra il centro medico, le autorità sanitarie nazionali e le organizzazioni private ha reso possibile una rapida implementazione del progetto, rispondendo in tempi brevi a una domanda che si era fatta sempre più urgente. Le testimonianze di riservisti e familiari che hanno già usufruito dei servizi sottolineano l’importanza di un supporto professionale continuo, soprattutto per affrontare le conseguenze a lungo termine di eventi traumatici.

Il nuovo centro rappresenta quindi un segnale chiaro della crescente attenzione all’importanza della salute mentale in Israele, non solo come componente del sistema sanitario pubblico, ma come elemento fondamentale per la stabilità sociale e il benessere collettivo. In un momento storico segnato da sfide continue, investire nella resilienza emotiva di chi serve e protegge la nazione è visto come un passo decisivo verso comunità più forti e sostenibili.

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