C’erano due sorrisi che illuminavano la casa dei nonni a Be’eri: quelli di Liel e Yinai, due gemelli di dodici anni che sembravano portare il sole con sé ovunque andassero.
Da quando erano nati, la loro vita non era stata facile, la madre, rimasta con gravi difficoltà dopo il parto, non aveva potuto crescerli, e così erano stati i nonni ad accoglierli, a nutrirli d’amore, a trasformare quella casa nel loro piccolo mondo perfetto.
Liel amava disegnare, colorava i suoi sogni con matite sparse sul tavolo del soggiorno. Yinai era il curioso, sempre pronto a smontare e ricostruire giocattoli, a capire come funzionasse ogni cosa. Erano inseparabili. Si capivano con uno sguardo, ridevano per cose che solo loro trovavano buffe.
Il 7 ottobre, quel sabato mattina, il mondo si è spezzato. Le sirene, le urla, il fumo. Be’eri, il loro piccolo paradiso, è diventato un inferno. I terroristi di Hamas sono entrati nelle case, distruggendo famiglie, spegnendo vite innocenti. Tra quelle mura, dove c’erano foto appese, disegni e ricordi, Liel e Yinai sono stati uccisi, insieme al nonno e alla zia.
Per giorni, le squadre di soccorso hanno cercato tracce, qualcosa da restituire ai familiari. Solo un mese e mezzo dopo, frammenti del corpo di Liel sono stati ritrovati da archeologi. Resti minuscoli di una vita immensa, di una bambina che amava i colori e la musica.
Non era una guerra. Era barbarie. Era disumanità contro l’innocenza.
Ma chi li ha conosciuti dice che Liel e Yinai vivono ancora, nei sorrisi delle altre bambine, nei sogni dei fratelli che restano, nei disegni che la comunità di Be’eri appende ancora ogni settimana, per non dimenticare. La loro storia è un grido silenzioso al mondo: guardateci, ricordateci, non voltatevi.
Perché la memoria di due bambini non può morire. E finché Israele li porterà nel cuore, Liel e Yinai continueranno a sorridere.

