In un messaggio pubblico raro e potente, il Mossad ha definito “storica” l’operazione militare condotta da Israele contro l’Iran, affermando che la minaccia iraniana è stata significativamente neutralizzata al termine di 12 giorni di operazioni intense e senza precedenti.
“Sono giorni storici per il popolo d’Israele. La minaccia iraniana che per decenni ha messo in pericolo la nostra sicurezza è stata ridimensionata in modo sostanziale”, ha dichiarato il servizio di intelligence, elogiando la cooperazione tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il sostegno cruciale degli Stati Uniti.
Il direttore del Mossad, David Barnea, ha parlato da un centro operativo, sottolineando come oggi Israele sia “un Paese diverso: più sicuro, più coraggioso e più pronto ad affrontare il futuro”. Ha aggiunto che “obiettivi che un tempo sembravano irrealizzabili sono stati raggiunti”. Barnea ha assicurato che l’agenzia continuerà a monitorare attentamente ogni progetto iraniano noto, dichiarando con fermezza: “Li conosciamo tutti e continueremo a essere presenti, come lo siamo sempre stati”. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla CIA, il cui supporto operativo ha contribuito in modo determinante alla riuscita della missione.
La CIA ha confermato i risultati attraverso una dichiarazione ufficiale attribuita al suo direttore, John Ratcliffe, nella quale ha affermato che una serie di informazioni credibili dimostrano che il programma nucleare iraniano ha subito danni gravi e duraturi. Secondo fonti d’intelligence affidabili, diversi impianti nucleari fondamentali sono stati distrutti e la loro ricostruzione richiederà anni. Il Mossad ha avuto un ruolo centrale nell’operazione, denominata “Leone Ruggente”, utilizzando agenti che hanno introdotto droni da attacco in territorio iraniano nascosti all’interno di camion, container e persino valigie. Una volta all’interno del Paese, il materiale è stato assemblato da squadre sul posto e utilizzato per colpire sistemi di difesa aerea e rampe missilistiche dirette verso Israele.
Sono stati inoltre introdotti veicoli carichi di armamenti che hanno permesso ai jet israeliani di dominare i cieli iraniani con libertà operativa. Parallelamente, anche le forze speciali dell’IDF hanno avuto un ruolo chiave nella missione. Il Capo di Stato Maggiore, il generale Eyal Zamir, ha dichiarato che “dopo 12 giorni di combattimenti senza precedenti, l’IDF ha raggiunto pienamente tutti gli obiettivi previsti”. Ha aggiunto che il danno inflitto al programma nucleare iraniano non è stato limitato o localizzato, ma ha avuto un impatto sistemico. Secondo l’intelligence militare israeliana, il programma nucleare iraniano ha subito un danno grave, profondo e diffuso, ed è stato respinto di diversi anni. Zamir ha affermato con chiarezza che Israele non permetterà mai all’Iran di sviluppare armi di distruzione di massa, sottolineando anche i risultati ottenuti contro le capacità missilistiche di Teheran.
Secondo quanto riportato, centinaia di rampe di lancio sono state distrutte e i piani iraniani di rafforzamento militare sono stati significativamente ritardati. Israele ha ottenuto un netto vantaggio in termini di intelligence, tecnologia e supremazia aerea, agendo liberamente nello spazio aereo iraniano e in ogni punto ritenuto strategico. Zamir ha anche parlato delle operazioni condotte in profondità in territorio nemico da parte di forze speciali, che hanno permesso di raggiungere un livello di libertà operativa senza precedenti. Non è stato specificato se queste unità fossero del Mossad o reparti speciali dell’IDF, e l’esercito ha scelto di non commentare ulteriormente.
L’operazione è iniziata il 13 giugno con attacchi aerei notturni mirati a impedire l’avanzamento dei programmi nucleari e missilistici iraniani. Tra gli obiettivi colpiti figuravano alti comandanti militari, scienziati nucleari, impianti di arricchimento dell’uranio e strutture missilistiche, nel tentativo di neutralizzare la minaccia esistenziale rappresentata dalla Repubblica Islamica. La risposta dell’Iran è stata pesante: oltre 550 missili balistici e circa 1.000 droni sono stati lanciati verso Israele, provocando la morte di 28 civili e migliaia di feriti. Le esplosioni hanno colpito edifici residenziali, una università, un ospedale e siti infrastrutturali chiave, causando gravi danni.
Nonostante ciò, la prontezza operativa e la superiorità militare di Israele hanno permesso di contrastare l’attacco e infliggere colpi devastanti all’apparato militare e nucleare iraniano. L’operazione si è conclusa martedì con un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, ma il messaggio che ne esce è chiaro: Israele sa difendersi e non permetterà mai che una potenza ostile minacci la sua esistenza.

