La Borsa di Tel Aviv ha chiuso il 2025 con performance da record, superando i mercati globali nonostante le guerre su più fronti, grazie alla superiorità militare israeliana, al cessate il fuoco con Hamas e a una solida ripresa economica che ha attirato investitori locali e stranieri.
Gli indici principali hanno registrato crescite eccezionali: il TA-35 delle blue chip è salito del 53%, il benchmark TA-125 del 52% e il TA-90 del 46% al 19 dicembre, outperformando l’S&P 500 (+18%), il NASDAQ-100 (+22%) e il FTSE 100 britannico (+25%), confermando Tel Aviv come la piazza finanziaria più dinamica al mondo dopo il rimbalzo del 2024 post-attacco Hamas. Sarit Berman, capo della ricerca alla Borsa di Tel Aviv, ha spiegato che il 2025 è stato segnato da sfide geopolitiche continue ma anche da una graduale ripresa dopo la guerra più lunga nella storia di Israele, con fattori chiave come le vittorie militari contro il programma nucleare iraniano e la neutralizzazione dei proxy di Teheran in Libano, Siria e Gaza, culminate dal cessate il fuoco con Hamas a ottobre che ha interrotto il conflitto biennale. Per decenni la minaccia iraniana aveva oscurato l’orizzonte economico israeliano, citata da agenzie di rating e report globali, ma i successi militari hanno dissipato queste nubi, rafforzando la fiducia degli investitori.
Sul fronte macroeconomico, la Banca d’Israele ha gestito le pressioni inflazionistiche, tagliando i tassi a novembre per la prima volta in quasi due anni, mentre la politica fiscale governativa ha ridotto il deficit, creando un ambiente favorevole per gli investimenti in borsa Tel Aviv. Dal ottobre 2023, inizio della guerra con Hamas, il TA-35 è balzato del 100% e il TA-90 del 93%, trasformando gli indici in un barometro di resilienza economica che ha magnetizzato capitali esteri.
Gli afflussi stranieri hanno raggiunto i 4,3 miliardi di NIS nel 2025, concentrati su finanza e difesa dopo le vendite del 2024, mentre gli investitori retail israeliani ne hanno acquistati per 13,7 miliardi, alimentando rally settoriali: il TA-Insurance +179%, TA-Financial +106%, TA-Banks +68% e TA-Energy Infrastructure +71%, trainati da banche, assicurazioni e energia. I volumi di scambio hanno infranto record, con una media giornaliera del 56% in più a 3,4 miliardi di NIS rispetto al 2024, segnale di appetito per il rischio in aumento grazie al miglioramento del sentiment post-incertezza, aspettative di recovery e calo della percezione di rischio geopolitico.
Questa euforia ha favorito l’interesse per nuove società quotate, con Berman che evidenzia come la superiorità militare e il cessate il fuoco abbiano instillato ottimismo, rendendo la Borsa di Tel Aviv un hub attraente per investimenti in Israele nonostante le guerre. In un contesto globale di crescita moderata, Tel Aviv si distingue per vitalità, con settori finanziari ed energetici come locomotive e la difesa che beneficia delle tensioni regionali, attirando capitali in cerca di opportunità ad alto rendimento. La performance 2025 non solo consolida la resilienza economica israeliana ma proietta ottimismo per il 2026, con indici che potrebbero continuare a salire trainati da stabilità post-conflitto e politiche espansive. Investitori e analisti monitorano ora l’evoluzione del cessate il fuoco e le dinamiche con Iran, ma i numeri parlano chiaro: la Borsa di Tel Aviv è sinonimo di forza e opportunità.
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