Per il secondo giorno consecutivo, un missile iraniano colpisce Be’er Sheva: edifici danneggiati e 7 feriti leggeri
L’Iran aveva pianificato una raffica più ampia sulla città meridionale; nessun ferito grave. L’IDF abbatte quattro droni durante la notte e colpisce decine di obiettivi con una nuova ondata di raid aerei su Teheran.
Un missile balistico iraniano ha colpito Be’er Sheva, nel sud di Israele, questa mattina, ferendo leggermente sette persone e causando ingenti danni ad abitazioni e veicoli, mentre Israele e Iran continuano lo scambio di fuoco. L’ospedale Soroka di Be’er Sheva, colpito ieri da un attacco iraniano, ha ricevuto sette feriti leggeri.
Il missile iraniano è caduto sulla strada vicino a diversi palazzi residenziali, creando un ampio cratere e incendiando alcuni veicoli. I vigili del fuoco sono accorsi sul luogo per domare le fiamme. L’onda d’urto generata dall’impatto ha divelto i balconi dei palazzi adiacenti e mandato in frantumi finestre e vetrate dei dintorni, scagliando schegge di vetro e detriti.
I residenti dei palazzi colpiti, la stragrande maggioranza dei quali si erano rifugiati nei mamaddim (stanze sicure), sono stati evacuati dalle forze di polizia, dal Magen David Adom e dalle unità di soccorso e ricerca del Comando Fronte Interno. MDA ha dichiarato di aver prestato soccorso a cinque persone ferite leggermente dall’onda d’urto e dal fumo, oltre ad alcuni cittadini colpiti da attacchi d’ansia e altri rimasti feriti durante la corsa verso i rifugi. Tutti sono stati trasportati al Soroka Hospital.
Parlando alla stampa sul luogo dei fatti, il sindaco di Be’er Sheva,
Ruvik Danilovich, ha affermato:
«L’autodisciplina dei cittadini, che sono entrati immediatamente negli spazi sicuri, ha salvato vite. Ci sono danni ingenti, ma la popolazione si è comportata seguendo le direttive del Comando Fronte Interno e si è messa in salvo. La nostra sfida è aiutare i residenti e trovare soluzioni per loro. Ci siamo preparati a questo».
Un portavoce dell’IDF ha dichiarato che il missile partito dall’Iran nell’attacco a Be’er Sheva non è stato intercettato dal sistema di difesa aerea. L’esercito israeliano ha confermato di aver colpito altri lanciatori di missili balistici in Iran, sventando un attacco più ampio sulla città.
«Gli iraniani avevano pianificato una raffica più vasta questa mattina su Be’er Sheva. Prima del lancio, avevamo individuato i preparativi di tre lanciatori e li abbiamo distrutti» ha dichiarato il portavoce dell’IDF, generale di brigata Effie Defrin, durante una conferenza stampa.
«I continui attacchi dell’aeronautica israeliana riducono il danno sul fronte interno» ha aggiunto Defrin.
Nelle prime ore della notte, intorno alle 3, l’aeronautica israeliana aveva intercettato tre droni iraniani che avevano fatto scattare le sirene sul Mar Morto. Un altro drone era stato intercettato poco dopo la mezzanotte sul cielo di Haifa.
Nell’ultima settimana, l’Iran ha lanciato più di 450 missili balistici e circa 1.000 droni contro Israele.
La maggior parte di questi è stata neutralizzata dal sistema di difesa aerea israeliano, che individua e intercetta i vettori diretti verso i centri abitati e le infrastrutture critiche. Le forze militari israeliane hanno più volte ricordato che, per quanto efficaci, i sistemi di difesa aerea a più strati di Israele non garantiscono una protezione assoluta, e invitano la popolazione a rispettare scrupolosamente le istruzioni del Comando Fronte Interno, rifugiandosi in stanze sicure e rifugi quando scatta l’allarme missilistico.
I raid aerei su Teheran continuano
Nella giornata di oggi, l’esercito israeliano ha annunciato di aver effettuato una nuova ondata di raid notturni, colpendo decine di obiettivi militari e un sito di ricerca nucleare in Iran. Più di 60 jet hanno partecipato ai raid, sganciando circa 120 munizioni e colpendo diversi impianti industriali legati alla produzione di missili a Teheran, definiti dal portavoce militare come “il cuore industriale del ministero della Difesa iraniano”.
«Tra gli obiettivi colpiti figurano impianti militari per la produzione di componenti missilistici e strutture destinate alla produzione di materie prime per la realizzazione dei motori dei missili» ha specificato l’IDF.
Gli attacchi hanno colpito anche il quartier generale del progetto SPND, legato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie e sistemi d’arma per le capacità militari iraniane. Questo centro era già stato nel mirino dei raid fin dall’inizio del conflitto.
«SPND è il fulcro della ricerca e dello sviluppo di tecnologie e sistemi d’arma all’avanguardia per le capacità militari del regime iraniano. È stato fondato nel 2011 da Mohsen Fakhrizadeh, considerato il padre del programma nucleare iraniano» ha spiegato l’esercito. Un altro sito colpito era adibito alla produzione di componenti essenziali per il programma di armamenti nucleari del regime.
Stamattina, l’aeronautica israeliana ha distrutto tre lanciatori di missili balistici iraniani e colpito un comandante militare iraniano presente sul luogo dei lanci. Le immagini dei raid sono state diffuse dall’IDF.
Gli attacchi sono stati condotti poco prima del raid missilistico su Be’er Sheva e, secondo l’esercito israeliano, hanno sventato un’offensiva più ampia sulla città. All’inizio della notte, l’IDF aveva diramato un avviso di evacuazione per i civili iraniani nel parco industriale di Sefidrood e nel villaggio di Kalash Taleshan, nel nord-ovest del Paese, preannunciando nuovi attacchi contro le infrastrutture militari iraniane. Finora, però, nell’area non risultano segnalazioni di raid.
A causa dell’oscuramento dell’accesso a Internet in Iran, è impossibile sapere quante persone nel Paese abbiano ricevuto l’avviso.
Inoltre, l’esercito israeliano ha riferito di aver colpito negli scorsi giorni diverse batterie di difesa aerea iraniane a Isfahan e Teheran, nel tentativo di espandere la propria superiorità aerea nello spazio aereo iraniano. «I jet e i droni dell’aeronautica israeliana continuano a operare liberamente sopra l’Iran, colpendo obiettivi militari del regime nell’ovest e nel centro del Paese» afferma l’IDF, aggiungendo che continuerà ad operare per garantire la superiorità aerea e la libertà di azione nello spazio aereo iraniano.
Il 13 giugno, Israele ha lanciato una campagna di raid in Iran per neutralizzare i programmi nucleari e missilistico della Repubblica Islamica, definiti da Gerusalemme come una minaccia imminente ed esistenziale. In risposta, l’Iran aveva lanciato devastanti raffiche di missili balistici contro città e installazioni militari israeliane. L’Iran, che giura di distruggere Israele, ha sempre negato di perseguire lo sviluppo di armi nucleari, ma i suoi livelli di arricchimento dell’uranio superano ampiamente gli scopi civili e l’AIEA segnala che il regime iraniano ha sistematicamente ostacolato l’accesso dei suoi ispettori ai siti nucleari.
Secondo un gruppo per i diritti umani con sede a Washington, almeno 639 persone, di cui 263 civili, sono state uccise e oltre 1.300 sono rimaste ferite in Iran. Finora, gli attacchi missilistici iraniani hanno ucciso 24 persone e ferito migliaia di cittadini in Israele, causando ingenti danni ad aree residenziali e civili.

