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Israele colpisce duro in Yemen: maxi raid contro i ribelli Houthi dopo attacco con droni a Eilat

L’aviazione israeliana ha lanciato il più vasto attacco aereo mai condotto contro postazioni militari degli Houthi nello Yemen, in risposta al drone esplosivo che il giorno precedente aveva colpito la città di Eilat, ferendo 22 persone.

Secondo l’IDF, 20 caccia hanno sganciato 65 ordigni su sette obiettivi strategici nella capitale Sanaa, tra cui quartier generali, depositi di armi e centri di comando. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che «decine di terroristi Houthi» sono rimasti uccisi e che sono stati distrutti ingenti arsenali di droni e missili.

La risposta degli Houthi

Poche ore dopo i raid, gli Houthi, milizia sciita sostenuta dall’Iran, hanno lanciato un missile balistico verso Israele, facendo scattare le sirene in gran parte del Paese e costringendo centinaia di migliaia di civili a rifugiarsi nei bunker. L’IDF ha confermato l’intercettazione del missile senza vittime o danni.
La televisione Al-Masirah, organo del movimento ribelle, ha denunciato l’«aggressione israeliana» parlando di almeno 8 morti e oltre 140 feriti tra i civili.

Un’escalation senza precedenti

Il raid rappresenta il 19º attacco israeliano contro gli Houthi in Yemen dall’inizio delle loro offensive contro Israele. Questa volta, però, l’operazione ha avuto una portata record: caccia, aerei spia e rifornitori hanno percorso più di 2.200 km per raggiungere i bersagli, con rifornimenti in volo lungo il tragitto.
Gli obiettivi colpiti includevano:
– il quartier generale dello Stato Maggiore houthi,
– basi dei servizi di sicurezza e intelligence,
– il centro di propaganda del movimento,
– depositi di armamenti e campi di addestramento.
Secondo l’IDF, queste strutture non solo pianificano attacchi contro Israele, ma vengono anche utilizzate per la repressione interna attraverso prigioni politiche e torture.
Il nodo della difesa aerea israeliana
Dopo l’attacco a Eilat, l’aeronautica ha ammesso che il sistema Iron Dome non era riuscito a intercettare il drone a causa di una rilevazione tardiva. Due missili lanciati in risposta avevano mancato il bersaglio. L’inchiesta interna ha già portato all’adozione di nuove contromisure e al rafforzamento delle capacità di rilevamento e intercettazione nell’area di Eilat.

La minaccia houthi

Dall’ottobre 2023, gli Houthi hanno lanciato oltre 150 droni e quasi 90 missili balistici contro Israele, colpendo più volte Eilat e perfino l’aeroporto Ramon. A luglio 2024, un loro missile aveva ucciso un civile a Tel Aviv, episodio che aveva spinto Israele a iniziare le operazioni in Yemen.
Lo slogan del movimento è esplicito: “Morte all’America, morte a Israele, maledizione sugli ebrei”. Israele ha ribadito che le operazioni contro gli Houthi continueranno e che ogni minaccia contro i suoi cittadini sarà eliminata, «a qualsiasi distanza».

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