16.1 C
Tel Aviv
Sab, Feb 21 2026
HomeAttualitàDrusi in rivolta: 1.000 attraversano il confine per difendere Sweida

Drusi in rivolta: 1.000 attraversano il confine per difendere Sweida

Il confine tra Israele e Siria si è trasformato in una zona di caos senza precedenti: circa 1.000 cittadini drusi israeliani hanno oltrepassato la barriera di sicurezza nei pressi di Majdal Shams, entrando in territorio siriano per raggiungere la città di Sweida, dove da giorni è in corso un massacro ai danni della comunità drusa locale.

Contemporaneamente, decine di drusi siriani hanno tentato di entrare in Israele dalla zona di Hader, mentre le forze israeliane cercavano di contenere la situazione con lacrimogeni e rinforzi militari. Le immagini mostrano scene surreali: civili che attraversano il confine sotto gli occhi dell’IDF, alcuni dei quali si sarebbero diretti verso Sweida per proteggere i loro fratelli. Il portavoce militare ha definito questi attraversamenti “un grave incidente che mette in pericolo la vita dei civili e dei soldati”.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è intervenuto con un appello accorato rivolto ai drusi israeliani, chiedendo loro di non mettere a rischio la propria vita e di non ostacolare le operazioni militari in corso: “Stiamo lavorando per proteggere i nostri fratelli drusi. Ma vi prego, non attraversate la frontiera: rischiate di essere uccisi o rapiti.” Nonostante ciò, la rabbia e la disperazione della comunità drusa si sono riversate anche nelle città israeliane: è stato indetto uno sciopero generale e sono partite manifestazioni in tutto il paese. Il leader spirituale dei drusi in Israele, Sheikh Muafak Tarif, ha lanciato un appello alla coscienza nazionale e internazionale: “Un massacro scioccante e crudele sta avvenendo ora nei monti drusi del sud della Siria. Donne, bambini e anziani vengono assassinati a sangue freddo. Il silenzio non è più accettabile.”

Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, il bilancio provvisorio è di almeno 248 morti, tra cui 92 drusi – 28 dei quali civili – e 21 giustiziati sommariamente dalle forze del regime. L’IDF, nel frattempo, ha intensificato drasticamente la propria risposta militare, colpendo oltre 160 obiettivi in Siria, tra cui convogli, lanciarazzi, veicoli militari diretti verso Sweida, e punti strategici a Damasco. Tra gli attacchi più significativi, il bombardamento del quartier generale dello Stato Maggiore siriano e di un’area adiacente al palazzo presidenziale. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato: “Il segnale è stato dato, ora iniziano i colpi dolorosi. Continueremo a colpire finché le forze del regime non si ritireranno da Sweida.”

La situazione si aggrava di ora in ora. Testimonianze dal campo raccontano di saccheggi, incendi dolosi e uccisioni sommarie da parte dell’esercito siriano. Secondo fonti IDF, il regime siriano controllerebbe già oltre il 70% del territorio di Sweida, e la tregua dichiarata poche ore prima è stata infranta con una nuova ondata di scontri. I combattimenti hanno coinvolto anche milizie beduine, sospettate di collaborare con il regime contro i drusi. Intanto, all’interno dell’esercito israeliano cresce la preoccupazione per possibili diserzioni di soldati drusi desiderosi di unirsi ai combattenti in Siria. Una frattura profonda minaccia l’antica alleanza tra Israele e la comunità drusa, leale servitrice dello Stato e parte integrante delle forze armate.

La domanda ora è inevitabile: Israele saprà trasformare le promesse in azioni concrete per salvare la popolazione drusa di Siria, o assisteremo impotenti alla rottura di un legame forgiato nel sangue e nella fratellanza? Mentre il mondo tace, il futuro di un’intera comunità è appeso a un filo.

ARTICOLI CORRELATI - ISRAELE 360

I PIU' CLICCATI DI ISRAELE 360

ARCHIVIO ARTICOLI - ISRAELE 360