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Fri, Jan 9 2026
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Lacrime finte, sangue vero: la propaganda di Hamas che offende il dolore d’Israele.

Attenzione alle fake news. Non tutto ciò che vediamo è realtà. A volte, è una sceneggiatura ben costruita per nascondere il crimine.

Un’inchiesta congiunta di Süddeutsche Zeitung e BILD ha scoperchiato una verità sconvolgente: mentre le famiglie israeliane piangono i loro figli massacrati, Hamas orchestra uno spettacolo visivo fatto di menzogne e lacrime finte, confezionato per ingannare l’opinione pubblica globale.

Al centro di questa inquietante rivelazione c’è Anas Zayed Fteiha, fotografo palestinese dell’agenzia Anadolu, noto per i suoi post d’odio contro Israele e gli ebrei. Le sue immagini – distribuite da grandi testate come CNN, BBC e persino Reuters – mostrano bambini palestinesi affamati, madri disperate e strade distrutte. Ma molte di queste fotografie sono messe in scena, costruite come un set cinematografico, mentre dietro l’obiettivo c’è una narrazione chiara: demonizzare Israele e umanizzare Hamas.

Nell’immagine emblematica rivelata da BILD, si vede Fteiha mentre fotografa bambini che agitano pentole vuote davanti a una telecamera, in posa, diretti come attori. Non è una scena spontanea. È una rappresentazione. Un inganno.

Ma il sangue vero non è in scena.

Il sangue vero è quello degli oltre 1.200 israeliani uccisi brutalmente il 7 ottobre. È quello dei bambini di Kibbutz Be’eri, delle donne trascinate via da terroristi, dei padri e delle madri che non torneranno mai a casa. È il sangue degli ostaggi, dimenticati dai riflettori internazionali.

E mentre il mondo piange per immagini manipolate, il dolore israeliano viene ignorato. Perché? Perché la propaganda funziona. Perché Hamas, con controllo totale dei media a Gaza, ha trasformato la sofferenza in un’arma. Un’arma visiva.

Questa è la vera tragedia: il dolore autentico viene sepolto sotto le bugie confezionate per alimentare l’odio.

Noi dobbiamo alzare la voce. Difendere la verità. E soprattutto, non permettere che la memoria delle vittime israeliane venga oscurata da una narrazione costruita a tavolino.

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