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Thu, Jan 8 2026
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Israele presenta piano di assistenza per gli ostaggi liberati

Israele presenta piano di assistenza per gli ostaggi liberati: sostegno finanziario, sanitario e residenziale garantito a vita.

Il governo israeliano ha svelato un pacchetto dettagliato di aiuti per ogni ostaggio liberato, promettendo misure che vanno ben oltre il semplice rimpatrio: ogni persona riceverà un contributo una tantum di 60.000 shekel (circa 16.000 USD), una pensione mensile a vita di circa 9.000 shekel (2.400 USD), un contributo per l’acquisto di una abitazione fino a 250.000 shekel (che potrebbe salire a 300.000 se il governo approverà l’elevazione del grado di invalidità riconosciuto dal 50% al 100%), e fino a 150.000 shekel per l’acquisto di un’auto ogni tre anni e mezzo, in base al livello di disabilità. In più, agli ostaggi spetterà copertura completa per cure mediche, riabilitazione psicologica, terapie alternative, formazione professionale ed educativa, agevolazioni sulle bollette e sgravi fiscali.

Le famiglie riceveranno ulteriori benefici sociali, e chi vive nella zona di confine con Gaza potrà avere una casa sostitutiva attraverso l’amministrazione Tekuma. I civili liberati otterranno i loro diritti tramite l’Istituto Nazionale di Assicurazione, mentre ex militari e volontari della difesa avranno vantaggi equivalenti dal Ministero della Difesa. Questi aiuti saranno sanciti per legge, comprendendo contributi per il reinserimento, una compensazione stabile, e una pensione di invalidità a vita senza bisogno di commissioni mediche. Il ministero competente sottolinea che l’assistenza sarà “personale, continua e sensibile”, perché il ritorno non chiude il percorso: le famiglie avranno ancora bisogno di guida, sostegno e riabilitazione, sia che la persona torni in vita che nei casi di sepoltura dignitosa. Nei piani del governo è anche una modifica legislativa per elevare permanentemente il grado di invalidità riconosciuto agli ex ostaggi dal 50% al 100%, così da aumentare pensioni e benefici. La riforma è già stata approvata in gabinetto e ora attende i passaggi nel Comitato Lavoro e Welfare della Knesset.

Ulteriori misure previste includono il riconoscimento delle famiglie come vittime secondarie del trauma della prigionia, che potranno ottenere 2.000 shekel per spese di viaggio, 4.500 shekel al mese per assistenza domestica per tre mesi, compensazioni per perdita di reddito fino a due mesi e rimborso spese mediche e di trasporto per trattamenti prolungati. Sarà istituito presso l’Istituto Nazionale di Assicurazioni un Centro Servizi per le Famiglie con funzioni proattive, mentre il Ministero della Difesa fornirà supporto equivalente per i familiari dei militari. Le cure mentali saranno garantite al massimo livello previsto dalla legge, con supporto terapeutico esteso per i familiari più prossimi, tramite collaborazioni con ministeri del Welfare, enti per vittime del terrorismo e ospedali specializzati. In sintesi, lo Stato d’Israele promette che chi tornerà non verrà lasciato solo: il pacchetto è pensato per offrire un nuovo inizio e onorare il costo umano pagato da chi è sopravvissuto.

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