Come Israele ha sbaragliato l’Iran nei cieli grazie a droni, AI e 12.000 immagini satellitari
Israele ha ufficialmente mostrato al mondo il volto tecnologico della sua potenza militare. In una conferenza stampa del Ministero della Difesa, sono stati rivelati dettagli inediti su Operazione Leone Ruggente, la risposta strategica di Israele all’attacco dell’Iran, che ha segnato una svolta nella guerra moderna: dominio dell’aria, superiorità tecnologica e uso sinergico di difesa, attacco e intelligence.
Grazie al sistema di difesa aerea, Iron Dome, David’s Sling e Arrow, Israele ha intercettato quasi la totalità delle minacce aeree iraniane, con una percentuale record del 99% di droni abbattuti e l’86% dei missili balistici neutralizzati. Il danno economico evitato si aggira intorno ai 50 miliardi di shekel (circa 13,5 miliardi di dollari). Questi risultati sono il frutto di oltre 20 anni di ricerca e sviluppo da parte della Direzione Ricerca e Sviluppo Difesa (MAFAT), che ha progettato sistemi d’arma su misura per colpire asset nucleari e balistici iraniani, impiegati con precisione chirurgica. L’operazione si è avvalsa di un sofisticato sistema di sorveglianza spaziale. La Direzione Spaziale israeliana ha fornito oltre 12.000 immagini ad alta risoluzione del territorio iraniano, coprendo decine di milioni di chilometri quadrati giorno e notte. Queste immagini hanno permesso di localizzare e colpire bersagli strategici senza esporre truppe sul terreno.
Per la prima volta, i droni israeliani hanno operato continuativamente nella cosiddetta zona del “terzo anello”, ovvero in profondità nel territorio iraniano. Hanno effettuato più di 500 attacchi di precisione, per migliaia di ore di volo, identificando e neutralizzando lanciatori e postazioni missilistiche nemiche. Durante l’intero conflitto, i droni hanno rappresentato il 60% delle ore di volo dell’Aeronautica israeliana e il 50% delle eliminazioni mirate.
Uno degli aspetti più innovativi è stato l’uso estensivo dell’intelligenza artificiale, combinata con guerra cibernetica e sistemi digitali. Israele ha saputo sfruttare la tecnologia per colpire da lunga distanza con estrema precisione, anche in presenza di pesanti contromisure elettroniche iraniane. I caccia israeliani erano dotati di sistemi di autodifesa di fabbricazione nazionale, capaci di neutralizzare missili nemici in volo.
Il capo dell’Organizzazione per la Difesa Missilistica, Moshe Fatal, ha sottolineato il successo dell’integrazione tra i sistemi israeliani e quelli statunitensi, una sinergia che ha moltiplicato l’efficacia difensiva. “Siamo già al lavoro per il prossimo scenario: potenziamo le capacità, acceleriamo la produzione e stiamo sviluppando sistemi di nuova generazione. Ma teniamo anche qualche sorpresa pronta per Teheran”, ha dichiarato Fatal. Operazione Leone Ruggente ha dimostrato che la superiorità in guerra non si conquista più solo con eserciti e carri armati, ma con algoritmi, satelliti, droni e difese intelligenti. Israele ha saputo coniugare tecnologia, strategia e tempismo, affermandosi come una delle potenze più avanzate al mondo in campo militare.

