Israele colpisce le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran in un’ampia campagna aerea
L’IDF ha lanciato una serie senza precedenti di attacchi aerei in profondità nel territorio iraniano, prendendo di mira le strutture nucleari della Repubblica Islamica, le infrastrutture missilistiche balistiche e i sistemi di difesa aerea. Secondo alti funzionari dell’IDF, la campagna mira ad eliminare quella che viene definita una “minaccia esistenziale” rappresentata dalle ambizioni nucleari e missilistiche dell’Iran.
Durante un briefing tenutosi oggi, il portavoce dell’IDF, il generale di brigata Effie Defrin, ha confermato che 60 jet della IAF hanno effettuato un’ampia offensiva contro i lanciatori di missili balistici iraniani nell’Iran occidentale, con ulteriori attacchi su installazioni radar e batterie di difesa aerea. L’operazione, iniziata lo scorso venerdì, dovrebbe proseguire per una o due settimane. “Siamo determinati a completare le nostre missioni. Tutto ciò che ci è stato assegnato, lo realizzeremo,” ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, il generale Eyal Zamir.
La campagna israeliana si concentra sull’annientamento di elementi chiave dell’infrastruttura militare iraniana:
– Oltre 70 batterie di difesa aerea iraniane sono state distrutte, 40 solo nelle prime 24 ore, garantendo la superiorità aerea israeliana sull’Iran occidentale e su parti di Teheran.
– Circa il 40% dei lanciatori di missili balistici iraniani (circa 200 unità) sono stati distrutti o neutralizzati.
– L’idf hanno bombardato gli impianti di arricchimento nucleare di Natanz e Isfahan, causando “danni significativi” secondo quanto riportato.
– Sono stati uccisi nove scienziati nucleari di alto profilo e dozzine di alti comandanti dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) e delle Forze Armate iraniane.
Sebbene il sito nucleare sotterraneo di Fordo non sia ancora stato colpito, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lasciato intendere che rientra tra i “bersagli pianificati”, affermando che è “una questione che sarà certamente affrontata”.
Secondo il generale maggiore Tomer Bar, capo di stato maggiore dell’IAF, la distruzione dei sistemi di difesa aerea iraniani rappresenta una “missione storica” che potrebbe alterare permanentemente l’equilibrio militare della regione. Droni e jet israeliani continuano a localizzare e distruggere unità mobili di lancio di missili terra-aria e piattaforme missilistiche balistiche. Filmati pubblicati dall’IDF mostrano attacchi contro unità iraniane impegnate nei preparativi per il lancio di missili verso Israele.
Secondo l’IDF, l’intensità delle raffiche di missili iraniani è calata significativamente grazie al successo degli attacchi aerei. Sebbene le città israeliane siano ancora bersaglio, la capacità dell’Iran di coordinare offensive su larga scala appare compromessa. “L’Iran non sta conservando i missili. Sta semplicemente avendo difficoltà a coordinare gli attacchi,” ha affermato una fonte militare israeliana.
Sul fronte interno israeliano, 24 civili sono deceduti e oltre 500 feriti in seguito agli attacchi missilistici iraniani. Uno di questi ha colpito la città costiera di Bat Yam domenica scorsa, dove il generale Zamir ha sottolineato l’importanza della resilienza civile.
“La resilienza civile è fondamentale per noi. È un elemento centrale della nostra capacità di continuare a operare,” ha detto Zamir ai soccorritori della Protezione Civile. In Iran, almeno 224 persone sono state uccise nei raid israeliani secondo le autorità locali, tra cui numerosi comandanti militari e membri del programma nucleare.
Questa operazione rappresenta la prima volta che Israele conduce una campagna militare così ampia e prolungata sul territorio iraniano. Le implicazioni sono enormi. Le autorità israeliane sostengono che l’azione era necessaria per impedire all’Iran di ottenere la capacità nucleare, considerata una linea rossa da Gerusalemme. L’Iran continua a sostenere che il proprio programma nucleare è a scopo pacifico, ma ha sempre più ostacolato gli ispettori internazionali e ha arricchito uranio a livelli considerati incompatibili con usi civili. “Non permetteremo a un Iran nucleare di trasformare il Medio Oriente in un cimitero,” ha avvertito il generale Oded Basiuk, capo della Direzione Operazioni dell’IDF.
L’esercito israeliano prevede di pubblicare un rapporto dettagliato sui danni inflitti al programma nucleare iraniano una volta conclusa l’operazione.
L’IDF ha dichiarato che l’operazione continuerà fino alla neutralizzazione completa della minaccia nucleare e missilistica iraniana. Con Fordo ancora come possibile obiettivo e Teheran in stato di massima allerta, i prossimi giorni potrebbero essere ancora più critici. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione lo sviluppo della crisi, che minaccia di sfociare in un conflitto regionale di vasta portata.

