Documenti rinvenuti a Gaza mostrerebbero il coinvolgimento diretto di Hamas nella recente flottiglia che punta a rompere il blocco navale imposto sulla Striscia.
Tra i documenti più rilevanti figura una lettera del 2021 firmata dall’allora capo politico Ismail Haniyeh, in cui viene chiesta “unità” nelle attività con la PCPA. Un altro documento, trovato in un avamposto di Hamas a Gaza, elenca i nomi di diversi funzionari legati all’organizzazione esterna, compreso Zaher Birawi, da anni impegnato nell’organizzazione di flottiglie. A emergere è anche il ruolo di una società spagnola, la “Cyber Neptune”, riconducibile a un attivista vicino alla PCPA, che risulterebbe proprietaria di alcune imbarcazioni della cosiddetta flottiglia Sumud. Tutto questo, sostengono fonti israeliane, dimostra che non si tratta di semplici iniziative di cittadini, ma di strumenti utilizzati da Hamas per portare avanti la propria strategia.
Le prove raccolte includono anche fotografie che ritraggono Birawi insieme ad attivisti marittimi e figure di spicco di Hamas, rafforzando il legame diretto tra il movimento terroristico e le imbarcazioni partite con la copertura di “aiuti umanitari”. Attualmente, la flottiglia conta circa 47 navi che si trovano a circa 150 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, con l’intenzione di raggiungerla nei prossimi giorni. Le Forze di Difesa israeliane si dicono pronte a intervenire, intercettare le imbarcazioni e impedire loro di avvicinarsi alla costa. Alcune navi potrebbero essere sequestrate, altre persino affondate se necessario.
Le operazioni di contenimento si annunciano più complesse rispetto al passato, data l’entità della flottiglia. Molti degli attivisti a bordo verranno probabilmente trasferiti su navi militari e successivamente espulsi da Israele. Questo avviene nel contesto di un blocco navale imposto da Israele ed Egitto dal 2007, dopo la presa di potere di Hamas a Gaza. Il blocco ha come obiettivo principale impedire l’ingresso di armi nella Striscia, mentre i critici lo accusano di colpire anche la popolazione civile.
Israele si trova in questi giorni sotto crescenti pressioni diplomatiche e mediatiche internazionali, con accuse relative all’impatto umanitario del conflitto. Tuttavia, Gerusalemme ribadisce che Hamas utilizza i civili come scudi umani e conduce le proprie attività militari in aree densamente popolate, trasformando qualsiasi intervento in una sfida complessa e delicata.
Se confermate, queste rivelazioni smonterebbero la narrazione di flottiglie dipinte come iniziative pacifiche e di solidarietà, rivelandone invece la vera natura: strumenti nelle mani di Hamas per minare la sicurezza di Israele sotto la copertura dell’“aiuto umanitario”.

