Un gruppo di ex comandanti statunitensi analizza la campagna israeliana Operation Rising Lion su Gaza, descrivendola come un capolavoro militare che ha neutralizzato le capacità nucleari e missilistiche iraniane in pochi minuti.
Un gruppo di ex alti ufficiali statunitensi ha pubblicato un’analisi dettagliata della guerra di dodici giorni, dal 13 al 25 giugno 2025, che ha coinvolto Israele e Iran. Secondo il rapporto, Operation Rising Lion è stata un capolavoro operativo capace non solo di neutralizzare una minaccia esistenziale allo Stato ebraico, ma anche di rafforzare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Gli esperti affermano che la campagna militare è il risultato di decenni di pianificazione e preparazione. Nei primi quattro minuti dall’inizio dell’operazione, un attacco sincronizzato ha eliminato circa trenta alti comandanti iraniani, membri dei vertici dell’IRGC e scienziati nucleari. Questo ha gettato nel caos la catena di comando iraniana e compromesso la capacità del regime di controllare i propri sistemi strategici.
La neutralizzazione immediata della leadership iraniana ha paralizzato le possibilità di una risposta coordinata e ha impedito a Teheran di mobilitare in modo efficace i suoi alleati e milizie sul territorio regionale. Gli autori del rapporto attribuiscono il successo a una superiorità informativa senza precedenti e a una perfetta integrazione tra pianificazione strategica e capacità tattiche sul campo.
Un ruolo decisivo è stato svolto dai caccia stealth F35, impiegati per la prima volta in missioni profonde con carichi esterni in configurazione pesante. In combinazione con gli F15 e gli F16, questi velivoli hanno garantito la supremazia aerea necessaria per colpire obiettivi strategici nel cuore dell’Iran.
La decisione di avviare l’operazione risale alla primavera del 2024, quando l’intelligence israeliana ha confermato che l’Iran era a un passo dal lanciare tra settecento e mille missili balistici in un attacco preventivo contro Israele. Di fronte a questa minaccia imminente, la leadership israeliana ha scelto una campagna su vasta scala mirata a distruggere i nodi vitali dei programmi nucleari e missilistici dell’Iran.
Il rapporto sottolinea il ruolo essenziale degli Stati Uniti. L’aviazione americana ha impiegato bombe penetranti e missili cruise contro siti nucleari profondamente interrati, coordinando le operazioni con l’aeronautica israeliana. La cooperazione è stata facilitata dal recente inserimento di Israele nell’area di responsabilità del comando centrale statunitense CENTCOM.
Nonostante il successo, gli autori avvertono che la minaccia iraniana non è stata completamente annullata. Raccomandano di rafforzare la cooperazione difensiva tra Stati Uniti e Israele e di intensificare le misure per impedire a Teheran di ricostruire rapidamente le proprie capacità. Tra le proposte figura l’invio urgente di aerei cisterna KC46 per garantire la continuità operativa dell’aeronautica israeliana nelle missioni a lungo raggio.
Molti esperti definiscono Operation Rising Lion come l’operazione più impressionante a cui abbiano mai assistito. Il colpo sferrato all’Iran ha modificato gli equilibri strategici della regione, ma la stabilizzazione di questi risultati richiederà vigilanza, collaborazione internazionale e determinazione politica.

