Dentro il “magazzino di pezzi di ricambio” del Sheba Medical Center: come i tessuti donati salvano bambini con cancro
All’interno del Sheba Medical Center di Tel HaShomer, uno dei più avanzati ospedali di Israele e riconosciuto a livello globale per l’eccellenza clinica e di ricerca, si trova una struttura singolare che qualche anno fa sembrava quasi fantascientifica: il cosiddetto “magazzino di pezzi di ricambio” umano, ovvero la banca nazionale dei tessuti. Qui vengono conservati pelle, ossa, tendini, cornee e valvole cardiache donate, pronti a essere utilizzati per salvare vite e ridare salute a pazienti gravemente malati, inclusi bambini con tumori ossei.
L’episodio che ha attirato l’attenzione dei media israeliani riguarda un bimbo di un anno e mezzo ricoverato presso il reparto pediatrico dell’ospedale Safra per un tumore all’osso femorale. I medici hanno raccontato che, senza un’alternativa biologica, l’unica opzione per salvare la gamba del piccolo sarebbe stata l’amputazione. Tuttavia, grazie alla banca di tessuti, gli specialisti hanno potuto mettere in atto una soluzione innovativa: prelevare una porzione di osso donato, creare un modello di impianto su misura e inserirvi tessuto osseo vivente derivato dallo stesso bambino. In questo modo l’osso trapiantato si è integrato con successo nel corpo del paziente, favorendo il processo di guarigione.
Come funziona la banca dei tessuti di Sheba Medical Center
La banca dei tessuti di Sheba è stata riorganizzata nel 2022 dopo un approfondito studio comparativo con centri all’avanguardia nel mondo. Questo ha permesso di passare da un modello di lavorazione in sala operatoria a un processo laboratoristico altamente controllato, con standard di qualità rigorosi e ambienti sterili che ricordano quasi camere spaziali. Le strutture di stoccaggio includono freezer a diverse temperature e serbatoi di azoto liquido a -196°C, in cui vengono conservate, ad esempio, valvole cardiache destinate a bambini con difetti congeniti.
La banca è suddivisa in due principali divisioni: una dedicata alla terapia cellulare, con la produzione e conservazione di innesti cutanei per pazienti con gravi ustioni, e l’altra concentrata su tessuti provenienti da donatori deceduti, come ossa e tendini. Questi ultimi sono fondamentali non solo in oncologia pediatrica, ma anche in ortopedia e chirurgia plastica per adulti.
Gli esperti sottolineano che, per ottenere tessuti di alta qualità, è essenziale un rigoroso controllo dei donatori e delle tecniche di processamento. Uno dei progressi più notevoli riguarda la sterilizzazione dei tendini: in passato venivano irradiati prima dell’uso per ridurre il rischio di infezioni, ma la radiazione ne comprometteva spesso le proprietà meccaniche, penalizzando la loro efficacia soprattutto nelle riparazioni legamentose negli sportivi. Oggi i processi di purificazione sono stati ottimizzati per mantenere queste qualità biologiche vitali.
Una risorsa preziosa in un periodo di scarsità di donazioni
Nonostante l’importanza di questa struttura, il personale medico ammette che la disponibilità di tessuti donati è insufficiente. Il numero di donatori, soprattutto quando si parla di ossa e valvole cardiache, è basso rispetto alle necessità cliniche. Una singola donazione di tessuto può teoricamente aiutare fino a 75 pazienti diversi, una statistica che evidenzia quanto le donazioni siano un atto di generosità straordinario e necessario.
Nei reparti pediatrici e oncologici, il ricorso a questi tessuti può fare la differenza tra una procedura radicale come l’amputazione e un intervento conservativo che lascia al paziente prospettive di vita normale. La banca dei tessuti è particolarmente significativa per la chirurgia oncologica, dove la rimozione di tumori ossei richiede frequentemente innesti per ricostruire la struttura scheletrica.
Verso la medicina personalizzata
Il direttore del laboratorio ha affermato che l’obiettivo a lungo termine è arrivare a soluzioni ancora più personalizzate, in cui il corpo stesso del paziente diventi fonte di materiali di riparazione biologica. Tuttavia, fino a quel momento, ogni tessuto donato deve essere analizzato, modellato e conservato in modo tale da poter essere utilizzato per il paziente giusto, garantendo massima compatibilità e successo dell’innesto.
La banca del tessuto di Sheba Medical Center rappresenta un esempio avanzato di come l’innovazione medica israeliana non solo si spinge oltre i confini della cura convenzionale, ma riesce anche a dare nuova vita a chi affronta sfide sanitarie estremamente difficili. Questo modello potrebbe diventare un riferimento per altre nazioni interessate a sviluppare strutture simili e promuovere la cultura della donazione, che non salva solo organi, ma potenzialmente centinaia di vite umane attraverso tessuti sofisticati e cura all’avanguardia.

