21.1 C
Tel Aviv
Lun, Feb 9 2026
HomeAttualitàFrancesca Albanese contro Israele: lo definisce “nemico comune dell’umanità”

Francesca Albanese contro Israele: lo definisce “nemico comune dell’umanità”

Francesca Albanese al forum di Al Jazeera con il capo di Hamas: accuse a Israele e proteste internazionali

Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi, è al centro di una nuova polemica per la sua partecipazione al forum di Al Jazeera a Doha. Durante un intervento in videocollegamento, Albanese ha affermato che l’umanità “ha ora un nemico comune”, riferendosi a Israele e accusando lo Stato ebraico di genocidio a Gaza e di aver “pugnalato al cuore” il diritto internazionale.

Il forum di Al Jazeera a Doha e la presenza di Francesca Albanese

Il forum di Al Jazeera, ospitato a Doha, è una tre giorni dedicata alla causa palestinese e al nuovo equilibrio di potere regionale in un mondo multipolare. Nel programma dell’evento, Albanese compare in un panel intitolato “La causa palestinese in un mondo che si avvia al multipolarismo”, accanto o nello stesso contesto di figure come il capo di Hamas all’estero Khaled Meshaal e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Secondo le ricostruzioni della stampa italiana, la versione araba del sito del forum presenta Francesca Albanese come una “voce giuridica indipendente” in difesa dei diritti dei popoli, lodandone il presunto equilibrio e indicando che è stata vittima di campagne diffamatorie. La chiusura del forum è affidata proprio al leader politico di Hamas Khaled Meshaal, a conferma del profilo fortemente schierato dell’evento.

Le dichiarazioni su Israele: “nemico comune dell’umanità”

Nel suo intervento al forum, Francesca Albanese ha accusato “la maggior parte del mondo” di aver armato Israele e di avergli fornito coperture politiche, rifugio e sostegno economico invece di fermarlo nella guerra “genocida a Gaza”. Ha aggiunto che i media occidentali avrebbero amplificato una “narrativa genocida”, trasformando la crisi in una sfida ma anche in un’occasione per rivelare le minacce comuni che l’umanità deve affrontare.

Da qui la frase che ha scatenato la bufera: l’umanità “ora ha un nemico comune”, concetto che, nel contesto del discorso, viene esplicitamente riferito a Israele come responsabile di un genocidio inesistente e di violazioni sistematiche del diritto internazionale. Albanese ha definito il rispetto delle libertà fondamentali “l’ultima via pacifica” a disposizione e ha invitato il pubblico a “fare la cosa giusta”, rafforzando l’immagine di uno scontro globale in cui Israele sarebbe il principale nemico della giustizia e dei diritti umani.

Reazioni da Israele, Stati Uniti ed Europa

Le parole di Francesca Albanese e la sua presenza al fianco di leader di Hamas e rappresentanti del regime iraniano hanno suscitato reazioni durissime da parte di Israele e non solo. L’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha denunciato come “assurdo” che un rappresentante delle Nazioni Unite scelga di salire sullo stesso palco di terroristi “con le mani sporche di sangue”, definendo la vicenda una “vergogna morale” e un “profondo fallimento” del sistema che dovrebbe proteggere i diritti umani.

​Avi Nir-Feldklein, ambasciatore di Israele presso l’Unione europea, ha chiesto al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres come possa giustificare la partecipazione della relatrice speciale a un forum organizzato da Al Jazeera, definito “braccio propagandistico dei Fratelli Musulmani”, insieme al ministro degli Esteri di un “regime terroristico” come quello iraniano e a un alto dirigente di Hamas. Commentatori israeliani e attivisti sui social, come Eylon Levy e altri, hanno accusato Albanese di usare la sua funzione Onu per rilanciare propaganda terroristica e retorica antisemita, presentando Israele come nemico dell’umanità.

Le critiche sono arrivate anche dalla società civile ebraica europea: in Francia, il Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche (Crif) e l’Unione degli studenti ebrei hanno chiesto che Parigi e Bruxelles pretendano la rimozione della relatrice speciale dal suo incarico. Secondo queste organizzazioni, la partecipazione a un forum con Hamas e Iran, unita alla definizione di Israele come “nemico comune”, avrebbe definitivamente superato ogni “linea rossa” per un funzionario delle Nazioni Unite.

​Il profilo di Francesca Albanese e il rapporto con Israele

Francesca Albanese è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui “territori palestinesi occupati” dal 2022 ed è da tempo al centro di polemiche per le sue posizioni molto dure contro Israele. Negli anni ha accusato più volte Israele di genocidio e apartheid, contestando l’operato militare a Gaza e l’insieme del sistema di controllo sui palestinesi, mentre Israele l’ha bandita dal proprio territorio e ha chiesto all’Onu di prendere le distanze dalle sue dichiarazioni.

In passato, diversi governi e organizzazioni ebraiche hanno denunciato dichiarazioni considerate antisemite o complottiste, come riferimenti alla “sottomissione” degli Stati Uniti alla lobby ebraica o all’uso strumentale dell’antisemitismo. Fonti israeliane e statunitensi ricordano che le sue parole hanno contribuito a incrinare ulteriormente i rapporti tra Israele e alcune agenzie Onu, alimentando la percezione che alcune strutture delle Nazioni Unite siano ostili allo Stato ebraico.

L’episodio del forum di Al Jazeera arriva in un momento di altissima tensione, con la guerra a Gaza ancora al centro del dibattito internazionale e le false accuse di genocidio rivolte a Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia. Nel contesto di una narrativa polarizzata, la scelta di una relatrice Onu di presentare Israele come “nemico comune” dell’umanità, in un evento condiviso con Hamas e l’Iran, viene letta da molti governi come un salto di qualità nella politicizzazione di una carica che dovrebbe mantenere una parvenza di imparzialità.

Per Israele e per una parte del mondo occidentale, il caso Francesca Albanese pone un duplice interrogativo: fino a che punto l’Onu è disposto a tollerare un linguaggio percepito come demonizzante verso uno Stato membro, e quale credibilità possano avere i rapporti dei relatori speciali quando chi li firma prende parte a forum insieme a gruppi considerati terroristici. Per il fronte pro-palestinese, invece, il suo intervento viene presentato come la voce di un diritto internazionale tradito, che trova nella denuncia contro Israele e nei riferimenti al “nemico comune” uno strumento per mobilitare l’opinione pubblica globale.

ARTICOLI CORRELATI - ISRAELE 360

I PIU' CLICCATI DI ISRAELE 360

ARCHIVIO ARTICOLI - ISRAELE 360