Israele ha le risorse e il talento per emergere tra le principali potenze globali nell’AI intelligenza artificiale, ma servono infrastruttura, competenze e scala.
Israele ha davanti a sé l’opportunità di trasformarsi in una potenza globale nell’AI intelligenza artificiale, andando oltre il ruolo attuale di centro di talento e innovazione per diventare uno dei principali hub mondiali nella definizione e nell’applicazione di tecnologie avanzate. Secondo analisti del settore e dirigenti accademici, il paese possiede già molte delle componenti fondamentali per competere ai massimi livelli del mercato globale, ma deve ancora colmare alcune lacune strutturali per affermarsi definitivamente.
Israele è universalmente riconosciuto per la qualità della sua ricerca, l’elevata concentrazione di startup high-tech e la capacità di sviluppare tecnologie all’avanguardia, in particolare nei settori della sicurezza informatica, della robotica e dei sistemi intelligenti. Recenti investimenti da parte di grandi player globali hanno messo in luce la fiducia internazionale nei confronti del sistema tecnologico israeliano. Tra questi, l’impegno di Nvidia, con un piano di investimenti da oltre un miliardo e mezzo di dollari per la creazione di infrastrutture di calcolo e server ad alte prestazioni in Israele, è uno dei segnali più forti di una crescita significativa del settore AI locale.
Rimanere concentrati esclusivamente sulla ricerca e invenzione non è più sufficiente per ambire a un ruolo di primo piano nella classifica mondiale dell’AI. Secondo esperti come il professor Lior Zalmanson della Tel Aviv University, Israele deve investire nel scaling, nella creazione di prodotti di AI che non siano solo prototipi ma piattaforme e servizi adottabili su scala globale. Ciò richiede infrastrutture robuste, tra cui un backbone nazionale di calcolo, maggiori capacità nei data center e un potenziamento delle risorse energetiche per sostenere grandi carichi di elaborazione necessari per l’addestramento di modelli di AI complessi.
Un’altra sfida fondamentale riguarda la formazione e la crescita delle competenze. Se Israele vanta una notevole concentrazione di talenti in discipline tecniche, servirà aumentare significativamente la disponibilità di programmi avanzati di laurea in informatica, ingegneria elettrica e gestione dell’AI, oltre a promuovere la diffusione di competenze imprenditoriali e manageriali. Questi elementi sono essenziali perché il talento non rimanga confinato nei laboratori o nei corsi universitari, ma si trasformi in aziende solide con capacità di competere sui mercati internazionali.
Un altro nodo critico è la capacità di Israele di trasformare la conoscenza in prodotti scalabili con una forte presenza globale. Attualmente molte startup israeliane emergono e vengono acquisite da aziende straniere oppure spostano parte delle loro operazioni all’estero per motivi logistici, finanziari o normativi. Per colmare questo gap, è necessario incentivare la crescita di grandi aziende nazionali ancorate in patria ma con capacità di competere con colossi statunitensi, cinesi o europei. Questo significa creare condizioni che favoriscano il finanziamento di lungo termine, l’accesso a capitali internazionali e un ambiente regolatorio stabile e favorevole all’innovazione.
A livello governativo e istituzionale, la strategia dovrebbe includere investimenti per la costruzione di infrastrutture strategiche AI, come data center di nuova generazione e reti di supercalcolo, oltre a sostenere iniziative di cooperazione tra università, centri di ricerca e industria privata. Investire nella cosiddetta “AI backbone” nazionale consentirebbe alle aziende israeliane di addestrare modelli su larga scala senza dover dipendere da infrastrutture estere, riducendo costi e tempi di sviluppo e favorendo una maggiore sovranità tecnologica.
Un ulteriore elemento di vantaggio competitivo per Israele risiede nella possibilità di creare un ecosistema AI integrato con altri settori strategici. Già oggi molte applicazioni emergono in ambiti come cybersecurity, difesa, sanità, agritech e fintech, dove l’AI è utilizzata per rilevare minacce, automatizzare processi complessi o generare analisi predittive. La combinazione di tecnologie emergenti come l’AI agentica, sistemi di machine learning avanzati e soluzioni di Edge computing può portare a innovazioni dirompenti che vanno ben oltre gli approcci tradizionali all’innovazione.
Nonostante questi progressi, esistono ancora ostacoli. Alcuni esperti puntano alla capacità di Israele di trasformare ricerca e brevetti in prodotti leader di mercato, sottolineando che la competizione globale non premia solo l’invenzione, ma l’adozione e la diffusione capillare di tecnologie affidabili e scalabili. Per questo motivo, le politiche pubbliche devono concentrarsi non solo sulla generazione di competenze, ma anche sulla creazione di opportunità per le aziende di crescere senza dover necessariamente delocalizzare o cedere il controllo delle proprie tecnologie.
In conclusione, Israele ha tutte le premesse per giocare un ruolo di primo piano tra le nazioni leader nella ai intelligenza artificiale, affiancando Stati Uniti e Cina come terzo polo globale. Ciò richiede un impegno collettivo da parte di imprese, università e istituzioni per costruire infrastrutture, formare talenti, incentivare la crescita di grandi aziende locali e creare una cultura di innovazione che vada oltre la semplice creazione di nuove tecnologie per abbracciare la loro implementazione su scala mondiale.

